savona alla biennale di giuliano arnaldi
 
SAVONA ALLA BIENNALE DI VENEZIA: DIRIGIBILI, ANTICHE CERAMICHE, ACCIUGHE , LAM…

E’ una storia complicata quella di Savona alla Biennale di Venezia, a cominciare dall’installazione tche abbiamo scelto per il Padiglione delle Marginalità alla 52 biennale di Venezia nella straordinaria cornice degli spazi della Gervasuti Foundation ( Fondamenta Sant’Anna 994). 
L’intera operazione evoca marginalità: territoriali, artistiche, temporali: apparentemente diverse e lontane tra loro, anche se legate da intrecci con quel lembo di Liguria che inizia ad Albisola e termina verso Albenga. 
E’ una storia di materia: quella degli cappelli Zulu realizzati con capelli umani, delle antiche terrecotte gialle e nere, vera impronta archetipica   così influente sul lavoro degli “albisolesi” Jorn, Fontana, Lam, delle acciughe sotto sale qui esposte per suggestionare la vista e non il gusto: diventa una storia di segno e di colore  con la collezione di ceramiche del grande “meticcio” Wifred Lam tutte realizzate nel fuoco della fornace  San Giorgio di Giovanni Poggi come l’inedito, grande piatto di Asger Jorn mai esposto prima, così come con la collezione di tessuti rituali in rafia del popolo Dida della Costa d’Avorio: materia, segno, colore che diventano imponente astrazione con la presenza delle  monumentali scale da granaio del popolo Dogon del Mali, così come con i piccoli disegni evocativi del genovese Claudio Ruggieri alias Pintapiuma, così come con  il grande dipinto del veneziano Lucio Spinozzi, opera fatta dal tempo nel corso di oltre vent’anni, così come  con la forza ieratica dei nudi africani fotografati da Pierre Amrouche.
E’ una storia di dirigibili e di passato futurista evocato dal giovanissimo artista savonese Julian T., che proprio con un dirigibile decollerà dall’aereoporto Nicelli del lido di Venezia ( anch’esso così savonese per gli affreschi di Tato)  per sorvolare la Biennale il giorno dell’inaugurazione ( il 19 di giugno) e realizzare una performance destinata ad avere un grande impatto sulla 52° Biennale di Venezia…
E’ questo il senso di TRIBALEGLOBALE 07, niatri  noi, Altri. 
In fondo l’opera d’arte presentata è il nostro territorio, e la traccia che gli uomini  lasciano su di esso, traccia che afferma una identità / noi che si rafforza nel riconoscimento di identità /altre, grazie al “vocabolario” primario dell’arte africana.
Molti gli eventi che si svilupperano nei prossimi mesi molte le idee, le opere d’arte e le persone che percorreranno la rotta Savona / Venezia nei due sensi, a cominciare al Leone d’Oro alla carriera della Biennale di quest’anno , Malik Sidibè . 

GIULIANO ARNALDI
martedì 12 giugno 2007