Le serrature e le porte sono realizzate da artigiani che per qualche tempo si pensò fossero ispirati artisti. In realtà, si tratta di artigiani professionisti, spesso inquadrati in società chiuse, che custodiscono e trasmettono
le conoscenze esoteriche e materiali necessarie per la corretta esecuzione delle opere.
Nell'artigiano che costruisce le serrature confluiscono numerosi messaggi: egli può essere, di volta in volta, simbolo dell'Hogon, cioè del sacerdote capo del villaggio, che gode di autorità e prestigio quasi regali; oppure rappresenta
il fabbro-scultore, che è padrone del fuoco e può realizzare oggetti, e la cui capacità di raffigurazione di potenti simboli conferisce autorità e prestigio indiscusso.
Il "forgeron", cioè il fabbro-scultore, è infatti una sorta di demiurgo tra il visibile e l'invisibile, tra l'uomo e il divino, ed è per questa ragione che la carica è assai ambita e non è facile diventare tali, se non dopo un adeguato
periodo di apprendistato.
Il principio di funzionamento della serratura
La prima raffigurazione di questo tipo di serratura appare sui bassorilievi nel Tempio di Luxor, nell'alto Egitto, ma molti studiosi ritengono che l'origine sia assai più antica e la fanno risalire ai Sumeri.
La serratura è composta da più parti :
- v'è un elemento a sviluppo prevalentemente verticale, chiamato corpo (in Dogon, tâ koro), che accoglie nel suo interno gli organi principali;
- v'è un catenaccio a sviluppo e movimento orizzontale, (in Dogon, tâ dagu), che può scorrere in modo da impegnare o liberare una cavità ricavata su uno stipite della porta della capanna. E' questo l'elemento mobile che consente
alla serratura di svolgere il suo ruolo;
- all'interno del corpo principale è ricavata una cavità, detta gabbia, nella quale sono apposti con abile opera di fabbro dei denti verticali appiattiti o ritorti a spirale. Essi possono cadere verso il basso sotto l'azione
della gravità o spostarsi verso l'alto, sollevati dai corrispondenti denti della chiave. In essa sono ricavati dei fori, in cui cadono i perni appena descritti, bloccando lo scorrimento del catenaccio;
- i denti sono uno, due o più sino a quattro, e la loro disposizione rappresenta uno degli elementi primari di cifratura individuale delle singole serrature. In altre parole, occorre che la chiave sia sagomata in modo tale che la
posizione dei vari denti corrisponda esattamente a quella dei denti della chiave, consentendone il sollevamento contemporaneo e la liberazione del catenaccio;
- infine, la chiave, che può essere realizzata con impugnatura in legno e denti in ferro (tipologia caratteristica delle serrature Dogon) oppure in ferro battuto (tipologia caratteristica delle serrature Bambara). Nella chiave sono ricavati
dei denti che per disposizione e lunghezza devono corrispondere esattamente ai denti posti nella gabbia nel corpo della serratura.
Se il catenaccio è dotato di una apertura laterale, si può usare una chiave con impugnatura in ferro o in legno; diversamente la chiave è sempre in ferro per poter essere sagomata in modo appropriato.
Questo schema è vivo ancora oggi in tutta la fascia del Paesi che va dall'Atlantico sino alla penisola araba ed anche oltre.
Esso è anche sfruttato nelle comunissime serrature a rotore dette "tipo Yale", ma con una variante determinante: i denti non hanno la stessa altezza, come nella fattispecie, ma hanno altezze diverse, cui corrispondono varie
dimensioni dei denti (o delle cavità della chiave). Il numero possibile di cifrature sale in modo incrementale e la produzione di serie di serrature con codifiche tra loro diverse diventa relativamente semplice.
Le moderne serrature tipo Yale, prodotte in centinaia di milioni di esemplari, non rappresentano quindi altro che un miglioramento della tipologia messa a punto millenni fa e rimasta sostanzialmente invariata sino ai giorni nostri.
Vale la pena, infine, rammentare che le serrature romane dell'età repubblicana ed imperiale, ancora oggi perfettamente conservate nelle parti in bronzo, lavorano su un principio sostanzialmente simile a quello illustrato.
Componenti e figurazioni di una serratura
Le parti di una serratura non vanno analizzate solo da un punto di vista tecnologico, ma anche in base al loro valore simbolico. Ecco perché si suole dividere l'elemento verticale della serratura in due parti:
- la sommità o capo, nella quale l'artigiano (o l'artista?) sviluppa il massimo delle sue capacità e dove sono rappresentati i simboli più potenti. Qui si trovano i gemelli scolpiti a tutto tondo, qui si trova il cavaliere, qui si trova la
testa di iena o di coccodrillo o altra rappresentazione antropomorfa o zoomorfa facilmente riconoscibile;
- il corpo o tronco, cioè la parte che nasconde al suo interno la gabbia dei denti e permette lo scorrimento del catenaccio. L'ampia superficie del corpo viene spesso sfruttata per figurazioni simboliche oltremodo significative,
ma che possono essere realizzate con scalfitture, oppure in bassorilievo;
- infine il piede, ove pure vengono rappresentate raffigurazioni simboliche di varia complessità e dettaglio di lavorazione, ma di solito con minore incisività (ma non sempre).
Anche il catenaccio viene caricato di particolari raffigurazioni simboliche, solitamente di tipo geometrico. Il motivo maggiormente ricorrente è la clavicola di Amma, sul lato attivo del catenaccio. Altre scalfitture ed incisioni
hanno precisi significati.
Il numero e la disposizione dei denti hanno pure un significato simbolico, secondo Germaine Dieterlen, ma non tutti concordano con queste interpretazioni. In particolare si vuole che la disposizione dei denti sia connessa
all'orientamento della porta ed alla applicazione prevista (porta di granaio, di capanna rituale, ecc.).
In linea di massima, presso i Dogon il numero di denti varia da due a quattro, mentre presso i Bambara non supera tre.
Molto si potrebbe dire, infine, sul legno utilizzato nella lavorazione. E' evidente che il primo condizionamento dell'artigiano è dato dall'offerta della natura. In questo ambito tuttavia egli ha a disposizione diverse essenze dure e
compatte, che può utilizzare sia per la facilità di lavorazione, sia per il significato simbolico del legno stesso.
Germaine Dieterlen ha individuato anche una serie di significati simbolici sul tipo di essenza, che va scelta in funzione dell'utilizzo previsto dalla serratura (porta di granaio comune, di ambiente religioso, di abitazioni, ecc.).
La figura femminile rientra nel quadro dell'augurio di fertilità e progenie, in termini di cereali e di figli, che la donna porta con sé. Le differenze di acconciatura contraddistinguono varie tribù o trasmettono specifici significati religiosi.
Assai diffuse sono le rappresentazioni miste di uomini con attributi zoomorfi, in cui le orecchie della iena, animale che compare di frequente nelle maschere Bambara, vengono applicate ad un volto umano. La iena è l'animale guardiano
della società ed ha il compito di seguire e tenere lontani gli estranei.
Altre raffigurazioni naturalistiche e le raffigurazioni astratte che compaiono sul corpo delle serrature, rivestito da una patina brunastra, spesso risultano di difficile interpretazione.
Le informazioni sulle serrature Dogon e Bambara sono di Aldalberto Biasiotti, www.bpp.it/apulia/