Siamo per metà filo marxisti
Siamo per metà filo marxisti
La riforma dell’imposizione delle imprese è passata e ne siamo felici. Nondimeno, inutile nasconderlo, trattasi, in termini numerici, di un risultato deludente: quasi la metà dei votanti ha dimostrato di avere, nei confronti delle imprese, un rapporto di quasi-odio, retaggio di un’istruzione scolastica, monopolizzata dallo Stato, che ci ha educato a considerare un atto di “equità sociale” il prelievo forzoso di denaro dalle tasche degli uni per metterlo in quelle di altri. Ancor più triste constatare la virulenta resistenza di una decotta fraseologia marxista alle più evidenti sconfessioni storiche di questo modo di intendere e praticare la solidarietà tra gli individui. Che dire: c’è tanto da lavorare, soprattutto dal punto di vista culturale, per far passare il messaggio che la spoliazione reciproca e la coercizione fiscale non portano da nessuna parte, se non verso la decadenza e la decivilizzazione. Siamo un popolo, nei fatti, ancora per metà, “intimamente” marxista. Ma non siamo (o almeno non siamo più) un popolo abbastanza ricco da poter metabolizzare, senza subirne le conseguenze, la presenza di questa nostra “non dolce” metà.
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domenica, 24 febbraio 2008