Forza Ron Paul!
Forza Ron Paul!
• Perché vola il prezzo del petrolio
In un dibattito televisivo, Ron Paul esprime il suo parere sull’impennata del prezzo del petrolio, che, negli ultimi 7 anni, è aumentato del 300% rispetto al dollaro e del 200% rispetto all'euro; rispetto al valore dell'oro è invece rimasto invariato. La causa, secondo Ron Paul, è l'inflazione, la stampa della moneta, la distruzione del valore del dollaro ...; in aggiunta a ciò c'è il fatto, dice Ron Paul, che <siamo voluti andare in Iraq per proteggere il “nostro” petrolio>... A quel tempo il petrolio valeva 27$, ora ne vale 100, e ciò a causa anche dell’indebitamento e della moneta “stampata” per sostenere i costi della guerra. Qui sotto il grafico che illustra l’andamento del prezzo del petrolio in funzione del dollaro, dell’euro e dell’oro.
• Grandissimo Ron Paul
Se diventa presidente degli Stati Uniti la sua elezione segnerà l’inizio del terzo millennio libertario
Il 13 dicembre ha presentato alla Camera dei Rappresentanti una proposta di legge, che aprirebbe il mercato della valuta alla libera competizione, per colpire direttamente al cuore la truffa inflazionistica.
Leggi: Come l’America porrà fine al grande imbroglio (in Italiano) con un commento di
Lewellyn H. Rockwell, Jr (in italiano)
.... intanto dallo Iowa:
È stato un giorno straordinario per Ron Paul. Nel meno liberale tra gli Stati americani, Ron Paul è stato votato dal 10% degli elettori repubblicani. Ricordiamo che è partito accreditato dello 0% in tutti gli Stati, senza risorse finanziarie, senza la visibilità mediatica riservata ad altri candidati e soprattutto con idee provocatorie (le idee liberiste), difficili da metabolizzare anche nel paese meno socialdemocratico del mondo.
Ha dichiarato Greta van Sustern di Fox News:
“Il 10% non è insignificante, è un numero enorme. C’è un 10% del popolo repubblicano dello Iowa che ha votato per un candidato che ha sollevato molte questioni, attorno alle quali si sta aprendo un dibattito stimolante”.
E Lew Moore, Campaign Manager di Ron Paul, ha esclamato:
“Queste elezioni sono appena iniziate. È il momento di mobilitarsi e di fare di più. Sappiamo che qualcosa comincia a succedere. Gli Americani cominciano a recepire questo messaggio di libertà. È il momento di vincere le elezioni più importanti della nostra vita!”
Ce lo auguriamo anche noi: a sentire le dichiarazioni degli altri candidati sembra di assistere ad una passerella di politici, demagogici e populisti, quali quelli che siamo abituati ad ascoltare alle nostre latitudini. Non è con quei politici che l’America si risolleverà e se non si risolleverà l’America, l’intero Occidente non si risolleverà. Ecco perché è importante che vinca Ron Paul.
• Sostenitori di Ron Paul anche a Parigi!.
• Le idee di Ron Paul sono le nostre idee
Intervista a Ron Paul (in italiano), candidato alla nomination del partito repubblicano alle presidenziali USA 2007.
.. e lei pure !!
• Ron Paul: speranza per l’America
Curiosa segnalazione da oltre Atlantico: un internauta con nickname Dietz001 segnala in un sito statunitense che il segretario dei liberisti Rivo Cortonesi è il Ron Paul della Svizzera:
Ma chi è Ron Paul?
Per saperlo basta fare un salto sul seguente link:
http://it.wikipedia.org/wiki/Ron_Paul
• Chi è Ron Paul?
• È durissima!
Nel New Hampshire Ron Paul non va oltre l’8%. La demagogia populista dei costruttivisti di destra e di sinistra ancora una volta la spunta sull’intelligenza. Ecco la risposta di Ron Paul: “.... eroi della libertà come Ludwig von Mises, Hayek, Henry Hazlitt, Murray Rothbard, e tanti altri come Rose Wilder Lane, John T. Flynn, Isabel Patterson, e Garret Garrett, hanno contribuito a costruire le fondamenta della libertà, della prosperità e della pace. Noi porteremo a termine il loro lavoro, per cambiare i cuori e le menti.” Ma è dura Ron, durissima! Gli apparati clientelari sono potentissimi. Ne sappiamo qualcosa anche noi, qui, nel nostro piccolo Ticino. Le idee liberiste non promettono aiuti e sussidi, né privilegi per nessuno. L’8, il 10% degli americani che ti votano, sono il meglio dell’America, ma non bastano. Ti saremo comunque vicini, perché sei la nostra speranza, non solo la speranza dell’America. Avanti Ron, non mollare!
• Ron Paul visto dal .... Manifesto: leggi l’articolo su Ron Paul apparso sul quotidiano comunista IL MANIFESTO
• Ron Paul al 6.3% in Michigan
• Ron Paul 2° e al 14% in Nevada
• Ron Paul al 3.7% in South Carolina
• In Louisiana tutti contro Ron Paul: la classe politica vecchio stile non va tanto per il sottile e ostacola con tutti i mezzi possibili, leciti e illeciti, la grande performance di Ron Paul. L’intricata verità su quanto è accaduto in Louisiana sul sito “Italiani per Ron Paul”, che fa eco alle incredibili notizie che rimbalzano da oltre Atlantico.
• Il ruggito del topo: Ron Paul ha raggiunto i 42 delegati e forse più; dai media già traspare disappunto perché Ron Paul non si ritira. Bisogna combattere fino all’ultimo, perché se il partito dell’elefante (simbolo del partito repubblicano) affronta Obama o la Hillary con McCain, l’America è spacciata.
Votare McCain significa spianare la strada ad Obama o alla Hillary. Insomma: l’equivalente di un suicidio politico. Alla fine i repubblicani se ne renderanno conto? L’alternativa Ron Paul non può essere abbandonata; per questo Ron Paul non deve mollare.
Ecco le considerazioni di Doug Wead, storico e analista politico.
Bene allora, dicono i repubblicani: abbiamo un candidato. Sarebbe un fatto molto positivo, ma c'è stato solo un chiaro vincitore nella confusa lotta per la nomination del Gop e non è stato John McCain. Il vincitore è stato Ron Paul. E gli effetti della sua vittoria si sentiranno negli anni a venire.
Ron Paul ha fatto un classico errore politico. Ha detto la verità. Dibattito dopo dibattito ha puntato il dito verso il suo partito, il suo presidente e i suoi colleghi contendenti per la nomination gridando a voce alta, come il ragazzino della proverbiale storia: "non hanno vestiti!" Sì, ecco, abbiamo guardato e davvero non li avevano. Erano completamente nudi.
Egli ha dimostrato che il movimento conservatore ha perso la sua strada, la sua autorità morale e la sua logica. Ci ha mostrato che siamo diventati la squadra rossa contro la squadra blu. Ciò accade nel momento in cui abbiamo deciso che questa è una politica di guerra e tutte le normali regole sono sospese, e i conservatori possono fare cose da liberali per vincere. Conservatori che fanno crescere il deficit, se ciò li aiuta a vincere. Possono dare inutili assegni di disoccupazione ai porci se ciò serve a eleggere un altro "conservatore" al congresso. Possono andare in guerra se ciò fa apparire il loro presidente come un leader e gli fa vincere un altro mandato.
Ma nel procedere, Ron Paul ci ha mostrato che abbiamo perso la nostra via. Non siamo più conservatori. Stiamo lottando per il potere non per i principi. Dobbiamo lasciar corso al processo di disfacimento e l'unico modo sarà quello di ritornare sui nostri passi e recuperare tutte le cose che abbiamo scaricato lungo il cammino.
Barry Goldwater accese un simile fuoco con la sua Conscience of a Conservative. La sua verità e i suoi argomenti erano così evidenti e così onesti che si rideva leggendoli ad alta voce. Ma Goldwater stesso è stato condannato alla sconfitta politica. E Ron Paul non aveva alcuna possibilità di vincere queste elezioni. Si è capito la prima volta che ha aperto bocca.
E tuttavia le parole e le argomentazioni di Ron Paul risuonano ancora. Ancora aleggiano su queste elezioni. Sono fastidiose e indimenticabili. Hanno generato i blog, i documenti e i libri che sicuramente un giorno, come la rivoluzione di Goldwater, produrranno il loro nuovo Ronald Reagan. E quando quei giorni inebrianti verranno, un piccolo ma cordiale gruppo di pionieri, che per primo avrà il coraggio di unirsi a lui e comincerà a gridare nelle strade "Quelli non hanno nessun vestito addosso!", dirà che loro potevano vedere ciò che il paese aveva perso. Perché loro c'erano già, mentre si faceva la storia.
John McCain e le sue parole miseramente scelte, restare in Iraq cento anni, gli hanno quasi garantito che sarà lui la risposta alla domanda “chi è stato il repubblicano a perdere il biglietto che ha fatto vincere la prima donna o il primo nero alla Presidenza? Un'altra domanda interessante sarà: "Chi era l'altro candidato in corsa quell'anno che ha lanciato il movimento che poi dominerà la politica nazionale per le successive generazioni?"
E la risposta sarà Ron Paul.
• Bella affermazione di Ron Paul in Texas: vietato mollare!!
• Ron Paul e l’oro: "La migliore metafora per descrivere la nostra "attrazione" verso un governo che spende, si indebita e crea inflazione, è quella di un tossicodipendente cosciente che se non smette morirà, ma che non riesce a smettere, a causa dell'alto prezzo da pagare per superare la dipendenza." Leggi il testo.