esperienze
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India
A volte capita di sentire storie dove uomini sono disposti a perdere la vita per qualcuno o per un’ideale. Non intendo il fanatismo a cui oggi siamo assuefatti ma gesta eroiche che poi vengono tramandate negli anni tanto restano cariche di significati di altruismo, di un bene superiore o più semplicemante di Amore.
In india ho conosciuto i Vishnoi, un popolo unico.
XVII secolo, il maragià di Jodhpur aveva un crescente bisogno di legna così ordinò ai suoi uomini di abbattere anche i khezri, secondo lui inutili piante del deserto. Nel credo Vishnoi tra le 29 norme di vita promulgate da Jambhoji, fondatore e Dio del popolo del XV secolo, c’era anche quella di proteggere questi alberi sacri.
Raccolti in delegazione i Vishnoi chiesero al maragià di revocare l’ordine, ma non furono ascoltati. Così uomini, donne, vecchi e giovani si cinsero attorno agli alberi e posero il loro corpo a difesa del taglio.
Fu tagliato tutto.... braccia gambe e teste, le vittime furono 363.
Questo é l’unico esempio della storia di umani immolatisi per salvare degli alberi.
Per raggiungere il villaggio Vishnoi da Jaipur si impiega tutto il giorno e si attraversa un paesaggio semidesertico.
La foto che vi propongo é un ritratto, arte antica nella fotografia, ma sempre pronta a stupire.
I Vishnoi sono persone molto ospitali e i loro villaggi rurali, fuori dalle rotte turistiche, hanno la tonalità calda della terra con cui fanno le mura, mentre i tetti sono di paglia.
A spezzare questa monocromia le loro vesti gialle, bianche oppure rosse naturalmente tessute da loro.
Un popolo fiero con tradizioni di non violenza, tutela degli animali e delle piante é cosa rara nel XXI secolo.
In uno scatto non si possono spiegare tutte queste cose ma é la profondità dello sguardo dell’uomo Vishnoi ad avermi colpito.
Sfuggente, severo e curioso é uno dei miei ritratti più riusciti.
A voi.....
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