Scelte fiscali e libertà d’impresa
 
Forme di impresa e localizzazione delle società nei rapporti tra Italia e Repubblica di San Marino
 
I rapporti tributari tra Italia e Repubblica di San Marino sono sempre stati articolati e speciali, come d’altro canto è particolare è il rapporto fra i due Stati sovrani in ragione della contiguità territoriale che li contraddistingue.
Un recente esempio di tale complessità è quello affrontato dalla recentissima sentenza della Commissione tributaria provinciale di Rimini in data 25 febbraio 2008, conosciuto nella cornaca specialistica e non come il caso cd. “Karnak”.
L’obiettivo di questo seminario, rigorosamente scientifico, è quello di muovere dalla discussione dello specifico caso, comentando le scelte delle Parti nel processo e quella della Commissione tributaria, e di estendere le riflessioni alle più generali tematiche di fiscalità internazionale nella prospettiva italo - sammarinese.
Concetti come quello di residenza, esterovestizione, stabile organizzazione, controllo, prezzi di trasferimento, assumono dunque connotati peculiari nella dialettica italo - sammarinese: tali da rendere quanto meno urgente implementazione di una convenzione contro le doppie imposizioni.
 
Il metodo scelto
 
Il seminario è condotto sulla base di interventi da parte di relatori e discussants particolarmente brevi: non oltre 15 - 20 minuti ciascuno, ai quali può poi seguire dibattito.
Il seminario non è finalizzato a commentare il caso / i casi riportati all’attenzione delle cronache recenti fornendo giudizi di valore sul comportamento delle parti ovvero commentando l’opinione della magistratura tributaria di prime cure.
 
Ogni relatore invitato interviene esclusivamente a titolo personale, le opinioni espresse non rappresentano necessariamente quelle dell’eventuale ente di appartenenza.
 
Obiettivo è quello di studiare scientificamente i numerosi spunti di riflessione che il caso in esame ha portato all’attenzione degli interpreti, analizzando la rispondenza delle scelte compiute con quelle della dottrina dominante, nazionale ed internazionale.
 
Programma operativo del seminario
 
Gli interventi programmati seguono sostanzialmente le tematiche sollevate nelle motivazioni alla sentenza cd. “Karnak”.
Quelli di eventuali ospiti saranno se del caso orientati a discutere tematiche in ogni caso contigue.
Alcune delle tematiche di rilievo (programma degli interventi)
 
  1. 1. I fatti di causa: una sintesi della situazione in punto di fatto e di diritto che ha portato alla controversia giurisdizionale - IACOPO BURIANI, Università di Ferrara

  2. 2. I rapporti fiscali fra Italia e San Marino in assenza di convenzione contro le doppie imposizioni - MARCO GREGGI, Università di Ferrara
  3. Dalla sentenza sembra emergere una propensione da parte della magistratura di merito ad applicare in modo immediato e diretto il Modello di Convenzione Ocse. Soprattutto quando si cerca di dare sostanza al concetto di stabile organizzazione, avuto riguardo agli anni ai quali si riferisce la controversia.
  4. Quali sono i limiti (se sussistenti) per questa operazione ermeneutica?
  5. In che misura il Modello convenzionale può essere usato come una sorta di “clausola di chiusura” del sistema dei rapporti internazionali ?

  6. 3. Stabile organizzazione materiale e oggetto principale dell'attività - MARCO GREGGI, Università di Ferrara
  7. In base a che cosa si valuta come sussistente in Italia una stabile organizzazione e non, piuttosto, l’oggetto principale dell’attività di una società in un altro Paese diverso da quello in cui sussiste la sede legale o quella amministrativa ?
  8. Qual’è l’onere della prova che incombe, in questo senso, all’Agenzia delle Entrate ?
  9. Come può essere fornita la prova contraria da parte del contribuente ?
  10. Com’è inteso l’ “oggetto principale” dell’attività dall’attuale dottrina tributaria manistream ?
  11. Come può incidere nel caso di specie l’orientamento dottrinale più autorevole ?
  12. Anche nel caso Karnak è stato sollevato, seppur implicitamente, un profilo di “esterovestizione” societaria. Il riferimento può dirsi coerente con i precedenti in materia ?
  13. Che rapporto c’è fra la sussistenza di un magazzino e l’oggetto principale dell’attività ?
  14. L’ oggetto principale dell’attività può essere correlato anche a fattori meramente numerici, come ad esempio il fatturato della società, oppure postula necessariamente l’esistenza di fattori materiali ?

  15. 4. Stabile organizzazione personale (e contratto di agenzia monomandato) - Avv. FABRIZIO BULGARELLI, Università si Bologna.
  16. Il caso solleva il problema dell’esistenza di una stabile organizzazione personale. Al di là delle definizioni (peraltro piuttosto generali, per ovvi motivi) del Modello di convenzione Ocse, come si può calare il concetto nella realtà italiana ?
  17. Come incidono i diversi modelli contrattuali nel “gradiente” di stabile organizzazione ?
  18. Mandato, rappresentanza e vincolo di esclusiva (in quanto ammissibile) come concorrono, se lo fanno, nel far raggiungere a un modello di impresa delocalizzata la massa critica di una stabile organizzazione ?
  19. Quanto influisce la ricostruzione civilistica del contratto o dell’atto unilaterale ?

  20. 5. Follow up: le reti di vendita come modello di business idoneo a determinare stabile organizzazione - MARCO GREGGI, Università di Ferrara
  21. Così come nel caso cd. “Philip Morris” la giurisprudenza ha valorizzato il concetto di gruppo di società (e di stabile organizzazione del gruppo). In questo caso l’Agenzia (e prima la Guardia di Finanza) ha enfatizzato il ruolo della “rete” di vendita, da intendersi verosimilmente come un benchmark diverso rispetto alla semplice esistenza di contratti di mandato (in esclusiva).
  22. Quando e come il diritto tributario riconosce (per le più diverse ragioni) fenomeni aggregativi come quello in questione ed altri ad esso accostabili (es. distretti) ?
  23. Nel caso in cui tale valorizzazione non sussista (o non sussista nel termini indicati dall’Agenzia / Guardia) è comunque possibile tenere conto della rete di vendita come modello di business “stabile” al di la della presenza di immobilizzazioni materiali ?
  24. ... oppure si dovrebbe comunque continuare a parlare di stabile organizzazione personale ?
  25. Constano nel diritto internazionale tributario fenomeni di questo tipo ?
  26. L’analisi comparata può fornire elementi di riflessione per l’esperienza italiana ?
  27. Usi e abusi: il meccanismo interpositivo (reale o fittizio) si declina in modo diverso nel caso in cui si riferisca a una rete di vendita ?
  28. Ha senso giuridico sostenere l’interposizione di soggetti societari nello sviluppo di una rete di vendita ?

  29. 6. Distinguishing Philip Morris - MARCO GREGGI, Università di Ferrara
  30. Stabile organizzazione e gruppi di società: i casi cd. “Philip Morris” sei anni dopo, conferma o evoluzione di una linea giurisprudenziale ?
  31. L’importanza dei precedenti di Cassazione nei sistemi di Civil law, della dottrina e della prassi internazionale (Soft law).

  32. 7. Soft law, Hard law: margini di applicazione diretta (in via interpretativa) del Modello di convenzione Ocse - ANDREA MONDINI, Università di Bologna
  33. Constatando l’assenza di una Convenzione contro le doppie imposizioni fra Italia e San Marino, la Commissione tributaria di Rimini ha fatto diretto riferimento al Modello di convenzione Ocse nel tentativo di verificare la sussistenza di una stabile organizzazione della società sammarinese sul territorio italiano.
  34. Quali sono i margini (e i limiti) di applicazione diretta del Modello di convenzione Ocse ?
  35. Quale in contributo interpretativo dello stesso in presenza, invece, di convenzione ?
  36. Come si colloca avuto riguardo alla Convenzione di Vienna sull’interpretazione dei Trattati ?

  37. 8. Stabili organizzazioni plurime di una società non residente, sul territorio dello Stato ... o una stabile organizzazione con pluralità di stabilimenti ? - FRANCESCA STRADINI, Università di Urbino
  38. La Commissione tributaria provinciale ha sancito la possibilità per una società non residente di avere stabili organizzazioni plurime sul territorio dello Stato, e conseguentemente la necessità di trattare isolatamente ciascuna di esse.
  39. Lo stato dell’arte nella letteratura internazionale e riferimenti comparati.
  40. I casi più particolari e complessi di accertamento di una stabile organizzazione, con particolare riguardo all’utilizzo delle cd. “Nuove tecnologie” e delle reti informatiche nella gestione d’impresa.

  41. 9. L’attribuzione di reddito alla stabile organizzazione nell’ambito dell’attività di recupero dell’agenzia delle entrate: fra esigenze analitiche e formulary apportionment - MARCELLO POGGIOLI, Università di Padova
  42. Come si calcola il reddito di una stabile organizzazione una volta accertata la sua esistenza nell’ambito dii un procedimento di verifica?
  43. Fino a che punto possono essere rilevanti le metodologie individuate all’interno delle Convenzioni Ocse e del Modello di convenzione ?
  44. Fino a che punto il formulary apportionment è compatibile con le esigenze di analiticità del diritto tributario italiano e con l’imperativo categorico di conformità alla capacità contributiva?
  45. Ci può essere (ed è ammissibile) un meccanismo parasanzionatorio improprio nella individuazione del reddito della stabile organizzazione ?

  46. 10. La prova nel processo tributario - MARIA RITA SIDOTI, Scuola Superiore Economia e Finanze, Roma
  47. A margine delle prese di posizione sostanziali, la sentenze in esame solleva anche quesiti ed interpretazioni stimolanti dal punto di vista prettamente processuale, e che come tali prescindono dalla caratteristica “transnazionale” dei fatti di causa.
  48. Il problema delle dichiarazioni rese dai consulenti del contribuente: limiti alla loro utilizzabilità conformemente al principio del giusto processo.
  49. Ammissibilità oppure no delle confessioni stragiudiziali ?
  50. Rilevanza ed efficacia per i fatti di causa del case law richiamato dalla Commissione provinciale (sentenze di Cassazione e della Consulta).
 
Relatori e Discussants (in fase di completamento)
 
 
Marco Greggi è Research fellow della Monash University, Department of Business Law and Taxation, ricercatore di Diritto tributario nell’Università di Ferrara. É dottore di ricerca in diritto tributario internazionale e comparato.
 
 
 
 
Marcello Poggioli è Cultore di Diritto Tributario presso la Facoltà di Economia-Università di Padova, Professore a contratto di Diritto Tributario presso la Libera Università di Bolzano-Facoltà di Economia, Dottore di ricerca in Diritto tributario europeo.
 
 
 
 
Fabrizio Bulgarelli (LL.M. QMC) è Cultore di Diritto Tributario presso la Facoltà di Giurisprudenza Università di Bologna, Collaboratore della Scuola europea di Alti studi tributari, Dottore di ricerca in Diritto tributario europeo, Avvocato in Modena.
 
 
 
 
Maria Rita Sidoti, Avvocato, svolge attività di ricerca e di pubblicazione scientifica alla Scuola superiore dell’Economia e delle Finanze in Roma. Coordinatrice della Rivista della Scuola Superiore dell’Economia e delle finanze in Roma
 
 
 
 
Andrea Mondini è cultore di diritto tributario presso l’Università di Ferrara, è ricercatore di diritto tributario presso l’Università di Bologna e la Scuola europea di alti studi tributari del Prof. Di Pietro, è incaricato all’insegnamento di diritto tributario presso l’Università di Bologna, sede di Rimini e dottore di ricerca in diritto tributario europeo.
 
 
 
 
 
Francesca Stradini è cultrice di diritto tributario presso l’Università di Urbino e di Bologna, è dottore di ricerca in diritto tributario europeo all’Università di Bologna, è dottore commercialista in Pesaro.
 
 
 
 
 
Iacopo Buriani è laureato in Scienze dei servizi giudici nell’Università di Ferrara, collabora alla cattedra di diritto tributario della facoltà di giurisprudenza e attualmente sta svolgendo ricerche sul sistema IVA dei rapporti fra Italia e Repubblica di San Marino.
 
 
 
 
 
 
 
Uditori e Discussants
Dott.ssa Federica Renzi, Coordinatore Dipartimento Finanze e Bilancio, Repubblica di San Marino.
Dott. Luciano Bollini, Direttore generale dell’Ufficio rapporti economici internazionali, Repubblica San Marino
Prof. Yoseph Edrey, Università di Haifa, Israele
Prof. Mauro Beghin, Università di Padova
Prof. Benedetto Badia, Commissione tributaria provinciale di Ferrara, AMT Ferrara
Prof.ssa Roberta Rinaldi, Università di Bologna
Dott.ssa Francesca Stradini, Università di Urbino
 
 
Call for papers
 
Gli atti del convegno saranno pubblicati.
Chiunque può intervenire depositando papers o contributi scritti (formato TXT, senza note a piè pagina o con citazioni che seguono lo standard Harvard Style) che, se giudicati rilevanti, saranno pubblicati insieme agli atti.
 
Registrazione e costi
 
La registrazione è obbligatoria per la partecipazione al seminario. In caso contrario non è garantita la disponibilità di posti per partecipare all’evento organizzato.
Per la registrazione è suficiente mandare una mail da QUI.
Come sempre la partecipazione è libera e gratuita. Chi vuole può contribuire come meglio crede alla ricerca tributaria del Dipartimento di scienze giuridiche contattando la segreteria.
 
PROGRAMMA DELLA GIORNATA: 23 MAGGIO 2008
 
  1. (I)    Inizio e presentazione ore 10.50
  2. (II)   Discussione dei primi 5 punti indicati  11.00 - 13.00

  3. (III)  Pausa

  4. (IV)  Discussione dei punti 6 - 10 14.30 - 16.30
  5. (V)   Interventi di ospiti 16.30 - 17.00
 
Purtroppo a causa delle ristrettezze di budget l’organizzazione del seminario non ha in programma attività specifiche durante le pause, né sono previsti coffee break.
 
Il programma è suscettibile di lievi variazioni per tenere conto delle esigenze degli ospiti che provengono da lontano e dei relatori.
 
Materiali del seminario (aggiornamento settimanale)
 
  1.     Teaser
  2.     Il testo della Sentenza (CTP Rimini n°26/08)