Switch off
 
Sono stati giorni in cui ho preferito il silenzio. In casa non un rumore, l’ Ipod e il computer sempre in funzione, ma privati di suono. La lucina di accensione mi faceva compagnia nelle letture notturne, dove l’unico rumore percepibile era lo scorrere delle pagine e il miagolio indistinto di Teppete provenire da una stanza lontana. Il telefono muto: mi dispiace di non aver risposto. 
Questo silenzio forzato ha portato i suoi frutti. Ha migliorato il mio udito ed ora posso ascoltare cosa avviene nell’appartamento adiacente. Buco le pareti e il suono si propaga. Sento i discorsi sottovoce, quelli che non si vorrebbe far ascoltare e le parole magiche sussurrate dalle fate esitanti. Percepisco anche il mormorio dell’acqua sul fuoco un attimo prima di bollire: il tempo giusto per spegnere la fiamma e gustare il tè verde in tutta la sua fragranza. Un trionfo per me, che senza la musica, mi davo perduto. Sono tornato nel mondo dei rumori e già ho nostalgia di quel piccolo spazio insonorizzato che mi sono creato. Ora capisco Crystal e il suo desiderio di sparire ogni tanto.
sabato 23 febbraio 2008