Nè di Adamo, nè di Eva
 
Mi è venuta voglia di dimenticare il tuo libro dopo averlo letto. E di riscriverne uno identico subito dopo. Sfogliando quelle pagine ho visto me stesso completato di un’esperienza significativa e unica. Ci hai messo vent’anni a pubblicare il tassello di vita più importante, l’evento che ha fatto di te una scrittrice di talento. Un fiume di ricordi e sensazioni  ti ha travolto e ha irrorato il tuo pennello di fresco inchiostro. Hai scritto queste pagine di getto, senza mai voltarti indietro. Il passato incalzava dietro di te e tu veloce dritta alla fine: la tua mano non ha mai esitato anche se era inevitabile terminare la storia in lacrime. Tutti nella propria vita sentono di appartenere ad un determinato luogo, vicino o lontano che sia dall’esistenza di tutti i giorni. Noi l’abbiamo trovato e bramiamo in segreto di potercene riappropriare un giorno senza condividerlo con nessuno. Litigherei anche con te pur di avere il Giappone tutto per me. E’ una sfida aperta a colpi di penna tra te, osannata e famosa, e me, sconosciuto scrittore cibernetico.
martedì 18 marzo 2008