Dieta ferrea
 
L’ho trovata ieri in un comparto segreto della cucina, quelli che non apro mai e destinati  solitamente ai cibi esotici del mio coinquilino. La merendina ricordava qualcosa di già visto e già provato, forse in sogno, forse nella mia vita futura. Scatta il languorino delle 10 e trenta: complici un film noioso e una bibita frizzante, cosa c’era di meglio di nutrirsi con una delizia dolce dalla forma accattivante e incartata in plastica ermetica salva fragranza? La mia dieta scalpitava e mi ricordava dell’ora penosa passata al parco la stessa mattina nel tentativo di perdere i chili in eccesso. Ok rinuncio per stasera, sarà per domani: la colloco preziosa sul piatto della colazione e la immagino servita con il pompelmo fresco appena aperto. E’ l’alba, dimentico di sfamare i gatti, corro deciso al tavolo, mi siedo scarto l’involucro e addento l’agognata colazione che sa di una nota brioche scialba e poco gradevole giornalmente sulle tavole degli italiani: sia il colore che la forma però non corrispondono. Ancora una dentata poi il mio occhio cade sulla data di scadenza, che reca scritto 6 mesi fa di un giorno d’agosto  la decomposizione è iniziata. Corro in bagno per salvarmi dalla lavanda gastrica: niente nuova merendina, solo  una vecchia conoscenza ammuffita e camuffata dietro un’ altra  ingannevole forma. Anche le merendine invecchiando cambiano: i miei occhi sono stati raggirati da un rottame in disfacimento, le mie papille gustative sono state toccate da un sapore vecchio e guasto con ancora un barlume di conosciuto. Quello che mi fa paura però è che io avrei continuato a mangiare imperterrito se non avessi letto la data impressa sulla confezione: questo la dice lunga sulla potenza degli aromi e di tutte le altre porcherie contenute nei cibi che a mio malgrado continuo a consumare tutti i giorno.

Viva il panettone di papa che se non lo mangi subito si indurisce ma almeno sciolto nel te fa sempre la sua discreta figura!!!
lunedì 21 gennaio 2008