Biografia libera
Biografia libera
Nasco sotto la costellazione dei gemelli nella periferia milanese, in un mondo di fabbriche e lavoro.
Grazie agli incontri fortunati esco dalla ruota del mio destino di operaia e a forza di andare contro, dapprima mi diplomo al Liceo Artistico e poi mi laureo alla Facoltà di Architettura di Milano.
Da piccolissima quando la prima televisione fa la sua apparizione in casa, vedo le ballerine e percepisco ritmi lontani. Una forza immensa mi attraversa, ma l’ambiente non permette. A dieci anni in aula la maestra prepara per il saggio finale due bambine fortunate: loro hanno il costume di ballerine di flamenco, ma nonostante ciò non riescono a seguirne il ritmo. Allora una forza immensa mi invade, vado contro ogni timidezza, alzo la mano e dico che sì, io lo so ballare. Volteggio tra i banchi, così piccola ballo il flamenco che da allora non ballerò mai più.
Costruisco nel cortile all’aperto delle case di cartone, ma alla mattina le troverò tutte piatte schiacciate dal temporale. Segnale probabile che non farò mai l’architetto!
Diventerò invece incisore, artista, pittrice, viaggi incontri, esposizioni e una bella considerazione del mio lavoro da permettermi di essere presente con i miei quadri in collezioni pubbliche e nelle case delle persone che amano l’arte.
Dall’Italia mi trasferisco a Lugano. Lascio “questo mondo dell’arte” per dedicarmi all’attività didattica e per dieci anni accompagnerò centinaia di bambini e non a “vedere” mostre nei musei.
La danza torna a bussare alla mia porta e allora vado ancora contro corrente ma ne è valsa la pena, perché sono diventata insegnante di Danza Orientale, la più antica del mondo e quella che corrisponde di più al mio carattere gitano.
Ballerò al 90esimo compleanno di mio padre nel cortile della mia infanzia e lì mi sentirò ballerina e di aver realizzato il mio sogno.
Nella mia stanza di Breganzona, vecchio studio di pittura, adesso mi dedico all’insegnamento artistico, l’Arte in una stanza, come quelle donne antiche di una volta, che possono trasmettere il loro sapere e soprattutto la gioia acquisita attraverso una strada lunga, diversificata, mirata al creativo, MOVIMENTATA, e del mettersi in GIOCO.
Dedico il mio insegnamento a mia madre tessitrice PACE VITTORIA, angelo custode, che mi ha insegnato a “unire” tante cose come nei suoi capolavori di tappeti.
Mariarosa Mutti
Fotografia: Inge Schuhmacher