La ricerca sulla parola sprologica da un paio di giorni restituisce qualcosa, anche se google si ostina a chiedere ogni volta “Did you mean prologica?”
La domanda nasce spontanea: nascono prima le cose serie e poi qualcuno ne fa parodia, oppure nasce prima la parodia e poi qualcuno la prende sul serio?
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conclude ClaudioP.
La sprologica si basa su poche semplici regole, ma come in altri casi questo apre un mondo di complessità. Già cacarlibero faceva notare come gli sprologi sia più facile farli che decifrarli e il rischio sia la moltiplicazione degli sprologi indecifrabili. Ma come nota fB:
e la risposta sta in una, non sempre facile, complicità fra autore e solutore.
Come nei migliori gialli, gli elementi per trovare la soluzione devono essere tutti disponibili al lettore e, se la soluzione non viene trovata, dev’essere almeno lampante quando viene rivelata. Per esempio cacarlibero, coerentemente con quanto sopra, proponeva un ultracompatto:
poi esteso e (leggermente) facilitato in
una versione ancora più complice di mia proposta è:
Un altro esempio di quanto possa essere difficile dare soddisfazione al lettore oltreché all’autore è il mio seguente:
Finora nessuno lo ha risolto con le sue forze. Una volta indicata da parte mia la soluzione ad alcuni amici, viene riconosciuta l’eleganza sprologica della versione. La difficoltà sta nel fatto che apparentemente il modo di dire lo conosciamo solo io e mia nonna...
/Il cartello di pericolo/ HIC SUNT SOLUTIONES
Le soluzioni, anzi per meglio dire traduzioni, degli sprologi di giovedì sono:
Chi la fa, l’aspetti.
Ogni lasciata è persa.
Chi fa da sé, fa per tre.
L’unione fa la forza .
Tutto è bene quel che finisce bene.