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    <title>Letture</title>
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    <description>In questo podcast sono inserite delle letture di testi (poesie, racconti, brani), che mi piace registrare. Si tratta dunque di interpretazioni del tutto personali che non mirano a seguire alcun canone, se non la regola del piacere di leggere a voce alta attribuendo al testo un valore soggettivo.&lt;br/&gt;Buon ascolto!</description>
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    <itunes:author>Alberto Pian</itunes:author>
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    <itunes:summary>In questo podcast sono inserite delle letture di testi (poesie, racconti, brani), che mi piace registrare. Si tratta dunque di interpretazioni del tutto personali che non mirano a seguire alcun canone, se non la regola del piacere di leggere a voce alta attribuendo al testo un valore soggettivo.&#13;Buon ascolto!</itunes:summary>
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    <copyright>Alberto Pian</copyright>
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      <title>Pascoli, Il mago Merlino</title>
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      <pubDate>Wed, 9 Mar 2011 01:48:21 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.didanext.com/Letture/Media/Pascoli_Merlino-3.m4a&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.didanext.com/Letture/Letture/Media/5a36320r_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:51px; height:63px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;&amp;quot;Merlino, così mattiniero?&lt;br/&gt;dove vai col cane tuo nero?&amp;quot;&lt;br/&gt;iù, iù, u. iù. iù, u&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&amp;quot;Qui l'ovo ricerco del drago:&lt;br/&gt;l'ovo rosso: in riva al lago:&lt;br/&gt;il vischio nel bosco, sul fonte; &lt;br/&gt;'erba d'oro su per il monte&amp;quot;.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&amp;quot;Merlino, convèrtiti! al monte&lt;br/&gt;lascia l'erba, il vischio sul fonte.&lt;br/&gt;E lascia sul greppo del lago&lt;br/&gt;l'ovo rosso, l'ovo di drago.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Merlino! Merlino! Merlino!&lt;br/&gt;Dio è il mago,&lt;br/&gt;Dio l'indovino&amp;quot;.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;iù, iù, u. iù. iù, u&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;musica elettronica: Alberto Pian</description>
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      <itunes:summary>&quot;Merlino, così mattiniero?&#13;dove vai col cane tuo nero?&quot;&#13;iù, iù, u. iù. iù, u&#13;&#13;&quot;Qui l'ovo ricerco del drago:&#13;l'ovo rosso: in riva al lago:&#13;il vischio nel bosco, sul fonte; &#13;'erba d'oro su per il monte&quot;.&#13;&#13;&quot;Merlino, convèrtiti! al monte&#13;lascia l'erba, il vischio sul fonte.&#13;E lascia sul greppo del lago&#13;l'ovo rosso, l'ovo di drago.&#13;&#13;Merlino! Merlino! Merlino!&#13;Dio è il mago,&#13;Dio l'indovino&quot;.&#13;&#13;iù, iù, u. iù. iù, u&#13;&#13;musica elettronica: Alberto Pian</itunes:summary>
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      <title>G. D’Annunzio, La pioggia nel pineto</title>
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      <pubDate>Sat, 17 Oct 2009 01:13:29 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.didanext.com/Letture/Media/DAnnunzio_Pioggia_nel_pineto.m4a&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.didanext.com/Letture/Letture/Media/3a43084r.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:51px; height:73px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Taci. Su le soglie del bosco non odo parole che dici umane; ma odo parole più nuove che parlano gocciole e foglie lontane. Ascolta. Piove dalle nuvole sparse. Piove su le tamerici salmastre ed arse, piove sui pini scagliosi ed irti, piove su i mirti divini, su le ginestre fulgenti di fiori accolti, su i ginepri folti di coccole aulenti, piove su i nostri volti silvani, piove su le nostre mani ignude, su i nostri vestimenti leggeri, su i freschi pensieri che l'anima schiude novella, su la favola bella che ieri t'illuse, che oggi m'illude, o Ermione.  Odi? La pioggia cade su la solitaria verdura con un crepitio che dura e varia nell'aria secondo le fronde più rade, men rade. Ascolta. Risponde al pianto il canto delle cicale che il pianto australe non impaura, né il ciel cinerino. E il pino ha un suono, e il mirto altro suono, e il ginepro altro ancora, stromenti diversi sotto innumerevoli dita. E immensi noi siam nello spirito silvestre, d'arborea vita viventi; e il tuo volto ebro è molle di pioggia come una foglia, e le tue chiome auliscono come le chiare ginestre, o creatura terrestre che hai nome Ermione.  Ascolta, Ascolta. L'accordo delle aeree cicale a poco a poco più sordo si fa sotto il pianto che cresce; ma un canto vi si mesce più roco che di laggiù sale, dall'umida ombra remota. Più sordo e più fioco s'allenta, si spegne. Sola una nota ancor trema, si spegne, risorge, trema, si spegne. Non s'ode su tutta la fronda crosciare l'argentea pioggia che monda, il croscio che varia secondo la fronda più folta, men folta. Ascolta. La figlia dell'aria è muta: ma la figlia del limo lontana, la rana, canta nell'ombra più fonda, chi sa dove, chi sa dove! E piove su le tue ciglia, Ermione.  Piove su le tue ciglia nere sì che par tu pianga ma di piacere; non bianca ma quasi fatta virente, par da scorza tu esca. E tutta la vita è in noi fresca aulente, il cuor nel petto è come pesca intatta, tra le palpebre gli occhi son come polle tra l'erbe, i denti negli alveoli son come mandorle acerbe. E andiam di fratta in fratta, or congiunti or disciolti ( e il verde vigor rude ci allaccia i melleoli c'intrica i ginocchi) chi sa dove, chi sa dove! E piove su i nostri volti silvani, piove su le nostre mani  ignude, su i nostri vestimenti leggeri, su i freschi pensieri che l'anima schiude novella, su la favola bella che ieri m'illuse, che oggi t'illude, o Ermione.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;musica elettronica: Alberto Pian</description>
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      <itunes:author>Alberto Pian</itunes:author>
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      <itunes:summary>Taci. Su le soglie del bosco non odo parole che dici umane; ma odo parole più nuove che parlano gocciole e foglie lontane. Ascolta. Piove dalle nuvole sparse. Piove su le tamerici salmastre ed arse, piove sui pini scagliosi ed irti, piove su i mirti divini, su le ginestre fulgenti di fiori accolti, su i ginepri folti di coccole aulenti, piove su i nostri volti silvani, piove su le nostre mani ignude, su i nostri vestimenti leggeri, su i freschi pensieri che l'anima schiude novella, su la favola bella che ieri t'illuse, che oggi m'illude, o Ermione.  Odi? La pioggia cade su la solitaria verdura con un crepitio che dura e varia nell'aria secondo le fronde più rade, men rade. Ascolta. Risponde al pianto il canto delle cicale che il pianto australe non impaura, né il ciel cinerino. E il pino ha un suono, e il mirto altro suono, e il ginepro altro ancora, stromenti diversi sotto innumerevoli dita. E immensi noi siam nello spirito silvestre, d'arborea vita viventi; e il tuo volto ebro è molle di pioggia come una foglia, e le tue chiome auliscono come le chiare ginestre, o creatura terrestre che hai nome Ermione.  Ascolta, Ascolta. L'accordo delle aeree cicale a poco a poco più sordo si fa sotto il pianto che cresce; ma un canto vi si mesce più roco che di laggiù sale, dall'umida ombra remota. Più sordo e più fioco s'allenta, si spegne. Sola una nota ancor trema, si spegne, risorge, trema, si spegne. Non s'ode su tutta la fronda crosciare l'argentea pioggia che monda, il croscio che varia secondo la fronda più folta, men folta. Ascolta. La figlia dell'aria è muta: ma la figlia del limo lontana, la rana, canta nell'ombra più fonda, chi sa dove, chi sa dove! E piove su le tue ciglia, Ermione.  Piove su le tue ciglia nere sì che par tu pianga ma di piacere; non bianca ma quasi fatta virente, par da scorza tu esca. E tutta la vita è in noi fresca aulente, il cuor nel petto è come pesca intatta, tra le palpebre gli occhi son come polle tra l'erbe, i denti negli alveoli son come mandorle acerbe. E andiam di fratta in fratta, or congiunti or disciolti ( e il verde vigor rude ci allaccia i melleoli c'intrica i ginocchi) chi sa dove, chi sa dove! E piove su i nostri volti silvani, piove su le nostre mani  ignude, su i nostri vestimenti leggeri, su i freschi pensieri che l'anima schiude novella, su la favola bella che ieri m'illuse, che oggi t'illude, o Ermione.&#13;&#13;musica elettronica: Alberto Pian</itunes:summary>
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      <title>G. D’Annunzio, Meriggio </title>
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      <pubDate>Thu, 26 Feb 2009 00:33:44 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.didanext.com/Letture/Media/D_AnnunzioMeriggio.m4a&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.didanext.com/Letture/Letture/Media/3a35735r.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:56px; height:38px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;A mezzo il giorno&lt;br/&gt;sul Mare etrusco&lt;br/&gt;pallido verdicante&lt;br/&gt;come il dissepolto&lt;br/&gt;bronzo dagli ipogei, grava&lt;br/&gt;la bonaccia. Non bava&lt;br/&gt;di vento intorno&lt;br/&gt;alita. Non trema canna&lt;br/&gt;su la solitaria&lt;br/&gt;spiaggia aspra di rusco,&lt;br/&gt;di ginepri arsi. Non suona&lt;br/&gt;voce, se acolto.&lt;br/&gt;Riga di vele in panna&lt;br/&gt;verso Livorno&lt;br/&gt;biancica. Pel chiaro&lt;br/&gt;silenzio il Capo Corvo&lt;br/&gt;l'isola del Faro&lt;br/&gt;scorgo; e più lontane,&lt;br/&gt;forme d'aria nell'aria,&lt;br/&gt;l'isole del tuo sdegno,&lt;br/&gt;o padre Dante,&lt;br/&gt;la Capraia e la Gorgona.&lt;br/&gt;Marmorea corona&lt;br/&gt;di minaccevoli punte,&lt;br/&gt;le grandi Alpi Apuane&lt;br/&gt;regnano il regno amaro,&lt;br/&gt;dal loro orgoglio assunte.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La foce è come salso&lt;br/&gt;stagno. Del marin colore,&lt;br/&gt;per mezzo alle capanne,&lt;br/&gt;per entro alle reti&lt;br/&gt;che pendono dalla croce&lt;br/&gt;degli staggi, si tace.&lt;br/&gt;Come il bronzo sepolcrale&lt;br/&gt;pallida verdica in pace&lt;br/&gt;quella che sorridea.&lt;br/&gt;Quasi letèa,&lt;br/&gt;obliviosa, eguale,&lt;br/&gt;segno non mostra&lt;br/&gt;di corrente, non ruga&lt;br/&gt;d'aura.La fuga&lt;br/&gt;delle due rive&lt;br/&gt;si chiude come in un cerchio&lt;br/&gt;di canne, che circonscrive&lt;br/&gt;l'oblÌo silente; e le canne&lt;br/&gt;non han susurri. Più foschi&lt;br/&gt;i boschi di San Rossore&lt;br/&gt;fan di sè cupa chiostra;&lt;br/&gt;ma i più lontani,&lt;br/&gt;verso il Gombo, verso il Serchio,&lt;br/&gt;son quasi azzurri.&lt;br/&gt;Dormono i Monti Pisani&lt;br/&gt;coperti da inerti&lt;br/&gt;cumuli di vapore.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Bonaccia, calura,&lt;br/&gt;per ovunque silenzio.&lt;br/&gt;L'Estate si matura&lt;br/&gt;sul mio capo come un pomo&lt;br/&gt;che promesso mi sia,&lt;br/&gt;che cogliere io debba&lt;br/&gt;con la mia mano,&lt;br/&gt;che suggere io debba&lt;br/&gt;con le mie labbra solo.&lt;br/&gt;Perduta è ogni traccia&lt;br/&gt;dell'uomo. Voce non suona,&lt;br/&gt;se ascolto. Ogni duolo&lt;br/&gt;umano m'abbandona.&lt;br/&gt;Non ho più nome.&lt;br/&gt;E sento che il mio vòlto&lt;br/&gt;s'indora dell'oro&lt;br/&gt;meridiano,&lt;br/&gt;e che la mia bionda&lt;br/&gt;barba riluce&lt;br/&gt;come la paglia marina;&lt;br/&gt;sento che il lido rigato&lt;br/&gt;con sì delicato&lt;br/&gt;lavoro dell'onda&lt;br/&gt;e dal vento è come&lt;br/&gt;il mio palato, è come&lt;br/&gt;il cavo della mia mano&lt;br/&gt;ove il tatto s'affina.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;E la mia forza supina&lt;br/&gt;si stampa nell'arena,&lt;br/&gt;diffondesi nel mare;&lt;br/&gt;e il fiume è la mia vena,&lt;br/&gt;il monte è la mia fronte,&lt;br/&gt;la selva è la mia pube,&lt;br/&gt;la nube è il mio sudore.&lt;br/&gt;E io sono nel fiore&lt;br/&gt;della stiancia, nella scaglia&lt;br/&gt;della pina, nella bacca,&lt;br/&gt;del ginepro: io son nel fuco,&lt;br/&gt;nella paglia marina,&lt;br/&gt;in ogni cosa esigua,&lt;br/&gt;in ogni cosa immane,&lt;br/&gt;nella sabbia contigua,&lt;br/&gt;nelle vette lontane.&lt;br/&gt;Ardo, riluco.&lt;br/&gt;E non ho più nome.&lt;br/&gt;E l'alpi e l'isole e i golfi&lt;br/&gt;e i capi e i fari e i boschi&lt;br/&gt;e le foci ch'io nomai&lt;br/&gt;non han più l'usato nome&lt;br/&gt;che suona in labbra umane.&lt;br/&gt;Non ho più nome nè sorte&lt;br/&gt;tra gli uomini; ma il mio nome&lt;br/&gt;è Meriggio. In tutto io vivo&lt;br/&gt;tacito come la Morte.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;E la mia vita è divina.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;(Composta probabilmente tra la metà di luglio e la metà di agosto 1902)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;musica elettronica: Alberto Pian&lt;br/&gt;</description>
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      <title>G. Pascoli, Il lampo</title>
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      <pubDate>Sun, 9 Nov 2008 13:07:57 +0100</pubDate>
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      <title>G. Pascoli, Il tuono</title>
      <link>http://www.didanext.com/Letture/Letture/Voci/2008/11/9_G._Pascoli,_Il_tuono.html</link>
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      <pubDate>Sun, 9 Nov 2008 12:48:37 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.didanext.com/Letture/Media/Pascoli_Il_tuono.m4a&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.didanext.com/Letture/Letture/Media/3a30489r_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:51px; height:92px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;E nella notte nera come il nulla,&lt;br/&gt;a un tratto, col fragor d'arduo dirupo&lt;br/&gt;che frana, il tuono rimbombò di schianto:&lt;br/&gt;rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo,&lt;br/&gt;e tacque, e poi rimareggiò rinfranto,&lt;br/&gt;e poi vanì. Soave allora un canto&lt;br/&gt;s'udì di madre, e il moto di una culla.&lt;br/&gt;</description>
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      <itunes:summary>E nella notte nera come il nulla,&#13;a un tratto, col fragor d'arduo dirupo&#13;che frana, il tuono rimbombò di schianto:&#13;rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo,&#13;e tacque, e poi rimareggiò rinfranto,&#13;e poi vanì. Soave allora un canto&#13;s'udì di madre, e il moto di una culla.&#13;</itunes:summary>
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      <title>C. Baudelaire, Spleen</title>
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      <pubDate>Sun, 28 Sep 2008 17:49:40 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.didanext.com/Letture/Media/Baudelaire_Spleen.m4a&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.didanext.com/Letture/Letture/Media/3a14153r.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:51px; height:39px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Quando il cielo basso e greve pesa come un coperchio&lt;br/&gt;sull'anima gemente in preda a lunghi tormenti&lt;br/&gt;e dell'orizzonte abbracciando tutto il cerchio&lt;br/&gt;a noi riversa un giorno nero più delle notti:&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Quando la terra si è mutata in un'umida cella&lt;br/&gt;dove la Speranza, come un pipistrello&lt;br/&gt;se ne va battendo i muri con la sua ala timida &lt;br/&gt;e si ferisce la testa sui soffitti marci:&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Quando la pioggia dispiegando le sue immense tracce&lt;br/&gt;imita le inferriate di una vasta prigione,&lt;br/&gt;e un popolo muto di infami ragni&lt;br/&gt;tesse i suoi fili in fondo ai nostri cervelli,&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Delle campane a un tratto saltano con furia&lt;br/&gt;e lanciano verso il cielo un atroce urlo,&lt;br/&gt;come degli spiriti erranti e senza patria&lt;br/&gt;che si mettono a gemere ostinati.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;E lunghi funerali, senza tamburi né musica,&lt;br/&gt;sfilano lentamente nella mia anima: la Speranza,&lt;br/&gt;vinta, piange, e l'atroce Angoscia, despota,&lt;br/&gt;Sul mio cranio riverso pianta il suo stendardo nero.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;(traduzione Alberto Pian)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;musica elettronica: Alberto Pian</description>
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      <itunes:summary>Quando il cielo basso e greve pesa come un coperchio&#13;sull'anima gemente in preda a lunghi tormenti&#13;e dell'orizzonte abbracciando tutto il cerchio&#13;a noi riversa un giorno nero più delle notti:&#13;&#13;Quando la terra si è mutata in un'umida cella&#13;dove la Speranza, come un pipistrello&#13;se ne va battendo i muri con la sua ala timida &#13;e si ferisce la testa sui soffitti marci:&#13;&#13;Quando la pioggia dispiegando le sue immense tracce&#13;imita le inferriate di una vasta prigione,&#13;e un popolo muto di infami ragni&#13;tesse i suoi fili in fondo ai nostri cervelli,&#13;&#13;Delle campane a un tratto saltano con furia&#13;e lanciano verso il cielo un atroce urlo,&#13;come degli spiriti erranti e senza patria&#13;che si mettono a gemere ostinati.&#13;&#13;E lunghi funerali, senza tamburi né musica,&#13;sfilano lentamente nella mia anima: la Speranza,&#13;vinta, piange, e l'atroce Angoscia, despota,&#13;Sul mio cranio riverso pianta il suo stendardo nero.&#13;&#13;(traduzione Alberto Pian)&#13;&#13;musica elettronica: Alberto Pian</itunes:summary>
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      <title>C. Baudelaire, L’Albatro</title>
      <link>http://www.didanext.com/Letture/Letture/Voci/2008/9/2_C._Baudelaire,_L%E2%80%99Albatro.html</link>
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      <pubDate>Tue, 2 Sep 2008 14:47:33 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.didanext.com/Letture/Media/Baudelaire_L%27Albatro.m4a&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.didanext.com/Letture/Letture/Media/00047r.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:56px; height:38px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Sovente, per divertirsi, gli uomini d'equipaggio&lt;br/&gt;prendono degli albatri, vasti uccelli di mare,&lt;br/&gt;che seguono, indolenti compagni di viaggio,&lt;br/&gt;le navi che scivolano sugli abissi amari.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Appena deposti sulle tolde,&lt;br/&gt;questi re dell'azzurro, maldestri e turbati,&lt;br/&gt;lasciano pietosamente trascinare al loro fianco&lt;br/&gt;le grandi ali bianche come fossero remi.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Com'è sinistro e fragile, questo viaggiatore alato!&lt;br/&gt;lui prima così bello, com'è comico e brutto!&lt;br/&gt;L'uno solletica il suo becco con una dura pipa,&lt;br/&gt;l'altro mima, zoppicando, l'infermo che volava!&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il Poeta è simile al principe dei nembi&lt;br/&gt;che abita la tempesta e ride dell'arciere;&lt;br/&gt;esiliato al suolo in mezzo ai fischi,&lt;br/&gt;le sue ali da gigante gl'impediscono di camminare.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;(Trad. Alberto Pian)&lt;br/&gt;musica elettronica: Alberto Pian</description>
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      <itunes:subtitle>Sovente, per divertirsi, gli uomini d'equipaggio&#13;prendono degli albatri, vasti uccelli di mare,&#13;che seguono, indolenti compagni di viaggio,&#13;le navi che scivolano sugli abissi amari.&#13;&#13;Appena deposti sulle tolde,&#13;questi re dell'azzur</itunes:subtitle>
      <itunes:summary>Sovente, per divertirsi, gli uomini d'equipaggio&#13;prendono degli albatri, vasti uccelli di mare,&#13;che seguono, indolenti compagni di viaggio,&#13;le navi che scivolano sugli abissi amari.&#13;&#13;Appena deposti sulle tolde,&#13;questi re dell'azzurro, maldestri e turbati,&#13;lasciano pietosamente trascinare al loro fianco&#13;le grandi ali bianche come fossero remi.&#13;&#13;Com'è sinistro e fragile, questo viaggiatore alato!&#13;lui prima così bello, com'è comico e brutto!&#13;L'uno solletica il suo becco con una dura pipa,&#13;l'altro mima, zoppicando, l'infermo che volava!&#13;&#13;Il Poeta è simile al principe dei nembi&#13;che abita la tempesta e ride dell'arciere;&#13;esiliato al suolo in mezzo ai fischi,&#13;le sue ali da gigante gl'impediscono di camminare.&#13;&#13;(Trad. Alberto Pian)&#13;musica elettronica: Alberto Pian</itunes:summary>
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      <title>Foscolo, Alla sera</title>
      <link>http://www.didanext.com/Letture/Letture/Voci/2007/10/3_Alla_sera.html</link>
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      <pubDate>Wed, 3 Oct 2007 22:34:01 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.didanext.com/Letture/Media/Foscolo_Alla_sera.m4a&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.didanext.com/Letture/Letture/Media/0001I.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:51px; height:63px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Forse perché della fatal quiete&lt;br/&gt;tu sei l'imago a me sì cara vieni&lt;br/&gt;o sera! E quando ti corteggian liete&lt;br/&gt;le nubi estive e i zeffiri sereni,&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;e quando dal nevoso aere inquiete&lt;br/&gt;tenebre e lunghe all'universo meni&lt;br/&gt;sempre scendi invocata, e le secrete&lt;br/&gt;vie del mio cor soavemente tieni.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme&lt;br/&gt;che vanno al nulla eterno; e intanto fugge&lt;br/&gt;questo reo tempo, e van con lui le torme&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;delle cure onde meco egli si strugge;&lt;br/&gt;e mentre io guardo la tua pace, dorme&lt;br/&gt;quello spirto guerrier ch'entro mi rugge.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;musica elettronica: Alberto Pian</description>
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      <itunes:subtitle>Forse perché della fatal quiete&#13;tu sei l'imago a me sì cara vieni&#13;o sera! E quando ti corteggian liete&#13;le nubi estive e i zeffiri sereni,&#13;&#13;e quando dal nevoso aere inquiete&#13;tenebre e lunghe all'universo meni&#13;sempr</itunes:subtitle>
      <itunes:summary>Forse perché della fatal quiete&#13;tu sei l'imago a me sì cara vieni&#13;o sera! E quando ti corteggian liete&#13;le nubi estive e i zeffiri sereni,&#13;&#13;e quando dal nevoso aere inquiete&#13;tenebre e lunghe all'universo meni&#13;sempre scendi invocata, e le secrete&#13;vie del mio cor soavemente tieni.&#13;&#13;Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme&#13;che vanno al nulla eterno; e intanto fugge&#13;questo reo tempo, e van con lui le torme&#13;&#13;delle cure onde meco egli si strugge;&#13;e mentre io guardo la tua pace, dorme&#13;quello spirto guerrier ch'entro mi rugge.&#13;&#13;musica elettronica: Alberto Pian</itunes:summary>
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      <title>C. Baudelaire, Corrispondenze</title>
      <link>http://www.didanext.com/Letture/Letture/Voci/2007/10/2_C._Baudelaire,_Corrispondenze.html</link>
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      <pubDate>Tue, 2 Oct 2007 22:45:08 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.didanext.com/Letture/Media/Baudelaire_Corrispondenze.mp3&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.didanext.com/Letture/Letture/Media/3d02041r-1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:51px; height:56px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;La Natura è un tempio dove viventi pilastri&lt;br/&gt;rilasciano a volte parole confuse;&lt;br/&gt;l'uomo attraversa queste foreste di simboli&lt;br/&gt;osservato da sguardi familiari.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Come lunghi echi che da lontano si confondono&lt;br/&gt;in una tenebrosa e profonda unità,&lt;br/&gt;vasta come la notte e come il chiarore,&lt;br/&gt;i profumi, i colori e i suoni si rispondono.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ci sono dei profumi freschi come carni di fanciulli,&lt;br/&gt;dolci come gli oboi, verdi come le praterie,&lt;br/&gt;- e altri, corrotti, ricchi e trionfanti,&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;che hanno l'espansione delle cose infinite,&lt;br/&gt;come l'ambra, il muschio, il benzoino e l'incenso,&lt;br/&gt;che cantano i trasporti e lo spirito dei sensi.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;(Trad. Alberto Pian)&lt;br/&gt;musica elettronica: Alberto Pian</description>
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      <itunes:subtitle>La Natura è un tempio dove viventi pilastri&#13;rilasciano a volte parole confuse;&#13;l'uomo attraversa queste foreste di simboli&#13;osservato da sguardi familiari.&#13;&#13;Come lunghi echi che da lontano si confondono&#13;in una tenebros</itunes:subtitle>
      <itunes:summary>La Natura è un tempio dove viventi pilastri&#13;rilasciano a volte parole confuse;&#13;l'uomo attraversa queste foreste di simboli&#13;osservato da sguardi familiari.&#13;&#13;Come lunghi echi che da lontano si confondono&#13;in una tenebrosa e profonda unità,&#13;vasta come la notte e come il chiarore,&#13;i profumi, i colori e i suoni si rispondono.&#13;&#13;Ci sono dei profumi freschi come carni di fanciulli,&#13;dolci come gli oboi, verdi come le praterie,&#13;- e altri, corrotti, ricchi e trionfanti,&#13;&#13;che hanno l'espansione delle cose infinite,&#13;come l'ambra, il muschio, il benzoino e l'incenso,&#13;che cantano i trasporti e lo spirito dei sensi.&#13;&#13;(Trad. Alberto Pian)&#13;musica elettronica: Alberto Pian</itunes:summary>
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      <title>Bernard de Ventadour, Tant ai mo cor ple de joya</title>
      <link>http://www.didanext.com/Letture/Letture/Voci/2007/9/27_Bernard_de_Ventadour,_Tant_ai_mo_cor_ple_de_joya.html</link>
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      <pubDate>Thu, 27 Sep 2007 14:48:16 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.didanext.com/Letture/Media/Bernard_de_Ventadour_Tant_ai_mo_cor_ple_de_joya.m4a&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.didanext.com/Letture/Letture/Media/3d01997r-1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:51px; height:59px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;1&lt;br/&gt;Ho così colmo il cuor di gioia,&lt;br/&gt;che tutta cambia la mia natura.&lt;br/&gt;Fiore bianco, vermiglio e giallo&lt;br/&gt;mi pare il freddo,&lt;br/&gt;che tiri vento o faccia pioggia&lt;br/&gt;accresce il mio coraggio,&lt;br/&gt;spinge in alto il mio canto&lt;br/&gt;e il suo valor ne arricchisce.&lt;br/&gt;Tanto ho il cuore colmo d'amore,&lt;br/&gt;di gioia e di dolcezza,&lt;br/&gt;che il gelo mi pare fiore&lt;br/&gt;ed erba verde la neve.&lt;br/&gt;2&lt;br/&gt;Privo di vesti andar posso,  &lt;br/&gt;nudo nella camicia,&lt;br/&gt;poiché amor mi protegge&lt;br/&gt;dalla pungente frescura.&lt;br/&gt;Ma è folle chi perde la misura,&lt;br/&gt;e a dover non si mantiene.&lt;br/&gt;Perciò di me ho preso cura,&lt;br/&gt;da quando desiderai&lt;br/&gt;la piú bella in amore,&lt;br/&gt;che mi darà tanto onore,&lt;br/&gt;ché in sua vece&lt;br/&gt;nemmeno Pisa vorrei avere.&lt;br/&gt;3&lt;br/&gt;Dalla sua amicizia or son reciso!&lt;br/&gt;Ma ho ben fiducia,&lt;br/&gt;perchè ho avuto almeno &lt;br/&gt;la sua bella sembianza.&lt;br/&gt;E al distacco provo&lt;br/&gt;così tanta felicità,&lt;br/&gt;che quando la rivedrò,&lt;br/&gt;più non potrò provare pena.&lt;br/&gt;D’Amor così pieno è il cuore,&lt;br/&gt;che il mio spirito a lui corre,&lt;br/&gt;quando il corpo è qui, altrove,&lt;br/&gt;da lei  lontano, in Francia.&lt;br/&gt;4&lt;br/&gt;La speranza io coltivo;&lt;br/&gt;ma questa poco m'aiuta,&lt;br/&gt;mentre incerto oscillo&lt;br/&gt;come nave sull’onda.&lt;br/&gt;Il peso che mi opprime,&lt;br/&gt;mi toglie ogni rifugio.&lt;br/&gt;Tutta notte mi rigiro&lt;br/&gt;battendo sulla sponda.&lt;br/&gt;D’amore ancor più soffro&lt;br/&gt;dell'amante Tristano,&lt;br/&gt;che pur patì molto &lt;br/&gt;per Isotta la sua bionda.&lt;br/&gt;5&lt;br/&gt;Oh Dio! perché rondine non sono,&lt;br/&gt;che voli per il cielo&lt;br/&gt;e giunga a notte fonda,&lt;br/&gt;fin là dove si trova?&lt;br/&gt;Donna bella e gioiosa,&lt;br/&gt;perisce il vostro amante!&lt;br/&gt;Temo che schianti il suo cuore&lt;br/&gt;se questo stato perdura.&lt;br/&gt;Per il vostro amore, Donna,&lt;br/&gt;a mani giunte v'imploro!&lt;br/&gt;Oh corpo gentile dai freschi colori,&lt;br/&gt;quanto dolore io devo patire!&lt;br/&gt;6&lt;br/&gt;A nulla al mondo&lt;br/&gt;presto più attenzione,&lt;br/&gt;di quanto sento di lei parlare,&lt;br/&gt;cosicché si volta il mio cuore &lt;br/&gt;e s'illumina la mia figura.&lt;br/&gt;Per ciò che da me udite,&lt;br/&gt;vi potrà forse sembrar&lt;br/&gt;che di rider io voglia.&lt;br/&gt;Così puro e vasto è l'amore&lt;br/&gt;che sovente ne piango&lt;br/&gt;perchè miglior sapore&lt;br/&gt;hanno i miei sospiri.&lt;br/&gt;7&lt;br/&gt;Messagero, vai e corri,&lt;br/&gt;e porta alla piú gentile&lt;br/&gt;la pena e il dolore&lt;br/&gt;che soffro nel mio martirio!&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;(Trad, e adattamento, Alberto Pian)&lt;br/&gt;musica elettronica: Alberto Pian</description>
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      <itunes:subtitle>1&#13;Ho così colmo il cuor di gioia,&#13;che tutta cambia la mia natura.&#13;Fiore bianco, vermiglio e giallo&#13;mi pare il freddo,&#13;che tiri vento o faccia pioggia&#13;accresce il mio coraggio,&#13;spinge in alto il mio canto&#13;e il suo v</itunes:subtitle>
      <itunes:summary>1&#13;Ho così colmo il cuor di gioia,&#13;che tutta cambia la mia natura.&#13;Fiore bianco, vermiglio e giallo&#13;mi pare il freddo,&#13;che tiri vento o faccia pioggia&#13;accresce il mio coraggio,&#13;spinge in alto il mio canto&#13;e il suo valor ne arricchisce.&#13;Tanto ho il cuore colmo d'amore,&#13;di gioia e di dolcezza,&#13;che il gelo mi pare fiore&#13;ed erba verde la neve.&#13;2&#13;Privo di vesti andar posso,  &#13;nudo nella camicia,&#13;poiché amor mi protegge&#13;dalla pungente frescura.&#13;Ma è folle chi perde la misura,&#13;e a dover non si mantiene.&#13;Perciò di me ho preso cura,&#13;da quando desiderai&#13;la piú bella in amore,&#13;che mi darà tanto onore,&#13;ché in sua vece&#13;nemmeno Pisa vorrei avere.&#13;3&#13;Dalla sua amicizia or son reciso!&#13;Ma ho ben fiducia,&#13;perchè ho avuto almeno &#13;la sua bella sembianza.&#13;E al distacco provo&#13;così tanta felicità,&#13;che quando la rivedrò,&#13;più non potrò provare pena.&#13;D’Amor così pieno è il cuore,&#13;che il mio spirito a lui corre,&#13;quando il corpo è qui, altrove,&#13;da lei  lontano, in Francia.&#13;4&#13;La speranza io coltivo;&#13;ma questa poco m'aiuta,&#13;mentre incerto oscillo&#13;come nave sull’onda.&#13;Il peso che mi opprime,&#13;mi toglie ogni rifugio.&#13;Tutta notte mi rigiro&#13;battendo sulla sponda.&#13;D’amore ancor più soffro&#13;dell'amante Tristano,&#13;che pur patì molto &#13;per Isotta la sua bionda.&#13;5&#13;Oh Dio! perché rondine non sono,&#13;che voli per il cielo&#13;e giunga a notte fonda,&#13;fin là dove si trova?&#13;Donna bella e gioiosa,&#13;perisce il vostro amante!&#13;Temo che schianti il suo cuore&#13;se questo stato perdura.&#13;Per il vostro amore, Donna,&#13;a mani giunte v'imploro!&#13;Oh corpo gentile dai freschi colori,&#13;quanto dolore io devo patire!&#13;6&#13;A nulla al mondo&#13;presto più attenzione,&#13;di quanto sento di lei parlare,&#13;cosicché si volta il mio cuore &#13;e s'illumina la mia figura.&#13;Per ciò che da me udite,&#13;vi potrà forse sembrar&#13;che di rider io voglia.&#13;Così puro e vasto è l'amore&#13;che sovente ne piango&#13;perchè miglior sapore&#13;hanno i miei sospiri.&#13;7&#13;Messagero, vai e corri,&#13;e porta alla piú gentile&#13;la pena e il dolore&#13;che soffro nel mio martirio!&#13;&#13;(Trad, e adattamento, Alberto Pian)&#13;musica elettronica: Alberto Pian</itunes:summary>
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      <title>Compiuta Donzella, Alla stagion che il mondo foglia o fiora (originale)</title>
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      <pubDate>Wed, 26 Sep 2007 21:46:14 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.didanext.com/Letture/Media/Compita_Donzella_Alla_stagion_originale.m4a&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.didanext.com/Letture/Letture/Media/3d01987r-1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:51px; height:60px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Alla stagion che il mondo foglia o fiora,&lt;br/&gt;Accresce gioia a tutti i finì amanti:&lt;br/&gt;Vanno insieme alii giardini allora&lt;br/&gt;Che gli augelletti fanno nuovi canti:&lt;br/&gt;La franca gente tutta s'innamora,&lt;br/&gt;Ed in servir ciascun traggesi innanti,&lt;br/&gt;Ed ogni damigella in gioi' dimora,&lt;br/&gt;A ine n' abbondan marrimenti e pianti.&lt;br/&gt;Che lo mio padre m' ha messa in errore,&lt;br/&gt;E tienemi sovente in forte doglia:&lt;br/&gt;Donar mi vole, a mia forza, signore.&lt;br/&gt;Ed io di ciò non ho disio né voglia,&lt;br/&gt;E in gran tormento vivo a tutte l'ore:&lt;br/&gt;Però non mi rallegra fior né foglia.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;</description>
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      <itunes:summary>Alla stagion che il mondo foglia o fiora,&#13;Accresce gioia a tutti i finì amanti:&#13;Vanno insieme alii giardini allora&#13;Che gli augelletti fanno nuovi canti:&#13;La franca gente tutta s'innamora,&#13;Ed in servir ciascun traggesi innanti,&#13;Ed ogni damigella in gioi' dimora,&#13;A ine n' abbondan marrimenti e pianti.&#13;Che lo mio padre m' ha messa in errore,&#13;E tienemi sovente in forte doglia:&#13;Donar mi vole, a mia forza, signore.&#13;Ed io di ciò non ho disio né voglia,&#13;E in gran tormento vivo a tutte l'ore:&#13;Però non mi rallegra fior né foglia.&#13;&#13;</itunes:summary>
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      <title>Compiuta Donzella, Alla stagion che il mondo foglia o fiora (adattamento)</title>
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      <pubDate>Wed, 26 Sep 2007 21:34:48 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.didanext.com/Letture/Media/Compiuta_Donzella_Alla_stagion_adattamento.m4a&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.didanext.com/Letture/Letture/Media/3d01980r-1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:51px; height:58px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Quando la natura fiorisce,&lt;br/&gt;Cresce la gioia di ogni cortese amante &lt;br/&gt;Si recano allora insieme presso i giardini&lt;br/&gt;Dove gli uccellini compongono nuovi canti:&lt;br/&gt;Le persone pure s'innamorano,&lt;br/&gt;Ognuno si rende disponibile a servire,&lt;br/&gt;E ogni damigella dimora gioiosa,&lt;br/&gt;In me invece abbondano sgomento e pianto&lt;br/&gt;Poiché mio padre mi costringe a un passo falso,&lt;br/&gt;Che provoca in me un continuo dolore:&lt;br/&gt;Vuole darmi marito contro la mia volontà.&lt;br/&gt;Io non desidero né voglio questo,&lt;br/&gt;E ogni istante è per me un tormento:&lt;br/&gt;Perciò nessun fiore o foglia mi rallegrano.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;(Adattamento di Alberto Pian)&lt;br/&gt;</description>
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      <itunes:subtitle>Quando la natura fiorisce,&#13;Cresce la gioia di ogni cortese amante &#13;Si recano allora insieme presso i giardini&#13;Dove gli uccellini compongono nuovi canti:&#13;Le persone pure s'innamorano,&#13;Ognuno si rende disponibile a servire,&#13;E ogn</itunes:subtitle>
      <itunes:summary>Quando la natura fiorisce,&#13;Cresce la gioia di ogni cortese amante &#13;Si recano allora insieme presso i giardini&#13;Dove gli uccellini compongono nuovi canti:&#13;Le persone pure s'innamorano,&#13;Ognuno si rende disponibile a servire,&#13;E ogni damigella dimora gioiosa,&#13;In me invece abbondano sgomento e pianto&#13;Poiché mio padre mi costringe a un passo falso,&#13;Che provoca in me un continuo dolore:&#13;Vuole darmi marito contro la mia volontà.&#13;Io non desidero né voglio questo,&#13;E ogni istante è per me un tormento:&#13;Perciò nessun fiore o foglia mi rallegrano.&#13;&#13;(Adattamento di Alberto Pian)&#13;</itunes:summary>
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      <title>Dante, Di donne io vidi</title>
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      <pubDate>Sat, 8 Sep 2007 21:55:53 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.didanext.com/Letture/Media/Dante_Di_donne.m4a&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.didanext.com/Letture/Letture/Media/3d01981r-1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:51px; height:59px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Di donne io vidi una gentile schiera&lt;br/&gt;questo Ognissanti prossimo passato,&lt;br/&gt;e una ne venia quasi imprimiera,&lt;br/&gt;veggendosi l'Amor dal destro lato.&lt;br/&gt;De gli occhi suoi gittava una lumera,&lt;br/&gt;la qual parea un spirito infiammato;&lt;br/&gt;e i' ebbi tanto ardir ch'in la sua cera&lt;br/&gt;guarda', e vidi un angiol figurato.&lt;br/&gt;A chi era degno donava salute&lt;br/&gt;co gli atti suoi quella benigna e piana,&lt;br/&gt;e 'mpiva 'l core a ciascun di vertute.&lt;br/&gt;Credo che de lo ciel fosse soprana,&lt;br/&gt;e venne in terra per nostra salute:&lt;br/&gt;là 'nd'è beata chi l'è prossimana.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;musica elettronica: Alberto Pian</description>
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      <itunes:subtitle>Di donne io vidi una gentile schiera&#13;questo Ognissanti prossimo passato,&#13;e una ne venia quasi imprimiera,&#13;veggendosi l'Amor dal destro lato.&#13;De gli occhi suoi gittava una lumera,&#13;la qual parea un spirito infiammato;&#13;e i' ebbi tanto</itunes:subtitle>
      <itunes:summary>Di donne io vidi una gentile schiera&#13;questo Ognissanti prossimo passato,&#13;e una ne venia quasi imprimiera,&#13;veggendosi l'Amor dal destro lato.&#13;De gli occhi suoi gittava una lumera,&#13;la qual parea un spirito infiammato;&#13;e i' ebbi tanto ardir ch'in la sua cera&#13;guarda', e vidi un angiol figurato.&#13;A chi era degno donava salute&#13;co gli atti suoi quella benigna e piana,&#13;e 'mpiva 'l core a ciascun di vertute.&#13;Credo che de lo ciel fosse soprana,&#13;e venne in terra per nostra salute:&#13;là 'nd'è beata chi l'è prossimana.&#13;&#13;musica elettronica: Alberto Pian</itunes:summary>
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      <title>Dante, De gli occhi de la mia donna</title>
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      <pubDate>Fri, 7 Sep 2007 22:57:16 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.didanext.com/Letture/Media/Dante_Negli_occhi.m4a&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.didanext.com/Letture/Letture/Media/3d01949r-1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:51px; height:59px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;De gli occhi de la mia donna si move&lt;br/&gt;un lume sì gentil che, dove appare, &lt;br/&gt;si veggion cose ch'uom non po' ritrare &lt;br/&gt;per loro altezza e per lor esser nove: &lt;br/&gt;e dè suoi razzi sovra 'l meo cor piove &lt;br/&gt;tanta paura, che mi fa tremare &lt;br/&gt;e dicer: &amp;quot;Qui non voglio mai tornare&amp;quot;; &lt;br/&gt;ma poscia perdo tutte le mie prove: &lt;br/&gt;e tornomi colà dov'io son vinto, &lt;br/&gt;riconfortando gli occhi paurusi, &lt;br/&gt;che sentier prima questo gran valore. &lt;br/&gt;Quando son giunto, lasso!, ed è son chiusi; &lt;br/&gt;lo disio che li mena quivi è stinto: &lt;br/&gt;però proveggia a lo mio stato Amore.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;musica elettronica: Alberto Pian</description>
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      <itunes:summary>De gli occhi de la mia donna si move&#13;un lume sì gentil che, dove appare, &#13;si veggion cose ch'uom non po' ritrare &#13;per loro altezza e per lor esser nove: &#13;e dè suoi razzi sovra 'l meo cor piove &#13;tanta paura, che mi fa tremare &#13;e dicer: &quot;Qui non voglio mai tornare&quot;; &#13;ma poscia perdo tutte le mie prove: &#13;e tornomi colà dov'io son vinto, &#13;riconfortando gli occhi paurusi, &#13;che sentier prima questo gran valore. &#13;Quando son giunto, lasso!, ed è son chiusi; &#13;lo disio che li mena quivi è stinto: &#13;però proveggia a lo mio stato Amore.&#13;&#13;musica elettronica: Alberto Pian</itunes:summary>
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