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    <title>Progetti didattici</title>
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    <description>I principali progetti che ho realizzato a scuola e che hanno avuto dei riconoscimenti.</description>
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      <title>Didanext - channel i linguaggi del web 2, il progetto didattico più innovativo al mondo, fondato sul sistema di podcast producer e finanziato dalla regione piemonte! (iis bodoni - paravia, Torino)</title>
      <link>http://www.didanext.com/Didattica/Progetti_e_riconoscimenti/Voci/2008/3/9_Didanext_-_channel_i_linguaggi_del_web_2,_il_progetto_didattico_pi%C3%B9_innovativo_al_mondo,_fondato_sul_sistema_di_podcast_producer_e_finanziato_dalla_regione_piemonte%21_%28iis_bodoni_-_paravia,_Torino%29.html</link>
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      <pubDate>Sun, 9 Mar 2008 09:31:02 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.didanext.com/Didattica/Media/Logo.mov&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.didanext.com/Didattica/Progetti_e_riconoscimenti/Media/Logo-1.png&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:216px; height:162px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Documenti, testi, estratti, dai documenti ufficiali del progetto&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il progetto didanext - channel, ideato dal prof. Alberto Pian, è sorto direttamente dall'esperienza di Radiotony, il primo podcast didattico avviato in una scuola italiana e uno dei primi al mondo.&lt;br/&gt;Il progetto didanext . channel è uno dei più significativi pogetti idattici a livello internazionale.&lt;br/&gt;E' fondato su un sistema automatico di registrazione audio - video e di erogazione tramite podcasting, nel quadro di un sistema di social networking Wiki, fondato su server Apple e il nuovo sistema Podcast producer.&lt;br/&gt;L'IIS Bodoni - Paravia è la prima scuola italiana e una delle prime al mondo, a dotarsi di questa rivoluzionaria struttura alla cui realizzazione hanno collaborato la Regione Piemonte ed Apple Italia.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;ABSTRACT&lt;br/&gt;La prima scuola superiore italiana e una delle prime nel mondo intero a dotarsi del sistema più rivoluzionario per la produzione automatica e la condivisione di lezioni, contenuti e risorse per studiare, fondata su un sistema di podcasting e su una struttura aperta di social networking come Wiki. &amp;quot;Abbiamo adottato una tecnologia che finalmente può aiutare qualsiasi insegnante e studente a insegnare e apprendere in modo condiviso e progettuale. Finalmente non pieghiamo l'insegnamento a una tecnologia, ma è la tecnologia a piegarsi all'insegnamento&amp;quot;, spiega il prof. Alberto Pian, ideatore e responsabile del progetto. Appropriarsi dei linguaggi del Web 2 per la didattica, sfidare i media sul loro terreno, aumentare l'impegno educativo della scuola per un uso intelligente e sano delle tecnologie del Web 2, dall'audio al video passando per il social networking, dai cellulari agli mp3 e agli iPod: tutto ciò si può fare, noi lo facciamo, il nostro progetto ci mette nella condizione di farlo. &lt;br/&gt;Il progetto Didanext - Channel, i linguaggi del Web 2, realizzato con il supporto della regione Piemonte e di Apple Italia, è il progetto più all'avanguardia che una scuola superiore possa oggi elaborare sotto il profilo didattico e tecnico.&lt;br/&gt;Il progetto, che sarà spiegato in modo più dettagliato e sarà ampiamente recensito, propone un ambiente condiviso protetto per l'insegnamento e per l'apprendimento; la partecipazione diretta alla produzione di contenuti, di elaborazione, alla ripresa e al montaggio di lezioni in una grande sala appositamente attrezzata o da qualsiasi punto dell'istituto, senza alcun intervento di tecnici o di persone specializzate, grazie ai servizi offerti dal server Mac Xserver fondato su un sistema Unix. Progettare e realizzare format didattici su argomenti specifici è ora possibile da parte di qualsiasi insegnante e studente e condividerli diventa un giochetto; la mobilità personale (trasporti, malattie, assenze, corsi serali per lavoratori, soggetti diversamente abili...), non sono più un problema con la fruizione dei contenuti attraverso la costituzione di playlist personali per i propri strumenti mobili e di interazione diretta; la possibilità di creare channel didattici su qualsiasi argomento e un sistema di folsksonomie per la partecipazione di tutti i soggetti alla catalogazione e alla definizione della struttura dei contenuti, rende aperto e partecipativo tutto il progetto, posto sotto il controllo e la vigilanza dell'intera comunità.&lt;br/&gt;Il progetto nasce dall'esperienza di molti anni, maturata fin dalla elaborazione e dalla sperimentazione di nuove proposte didattiche e pedagogiche che hanno ottenuto il riconoscimento e la certificazione di qualità europea, passando per il successo didattico ed educativo di RadioTony, la prima radio - podcasting di una scuola italiana, e dei progetti che abbiamo portato avanti con serietà e impegno, sulla strada dell'insegnamento e dell'apprendimento.&lt;br/&gt;Al Bodoni Paravia il futuro non spaventa, perchè il futuro dell'educazione lo stiamo costruendo noi, qui, ora.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;COSTRUIRE, REALIZZARE E REGISTRARE LE ATTIVITA’ DIDATTICHE&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il servizio intende offrire: un ambiente condiviso protetto per la partecipazione diretta alla produzione di contenuti, di elaborazione e montaggio di lezioni, di progettazione e di realizzazione di format su argomenti didattici realizzata direttamente da insegnanti e da studenti; la diffusione e fruizione off-line e in situazioni di mobilità attraverso la costituzione di playlist personali; la possibilità di creare nuovi channel oltre a quelli proposti inizialmente e di gestirli per gruppi di lavoro (dalle classi fisiche, a gruppi misti a distanza). L'idea a supporto dell'intervento è che l’individuazione dei linguaggi del web 2.0 e la loro valorizzazione, possa  rappresentare lo strumento più semplice ed immediato per avvicinare i ragazzi, in maniera creativa, all'universo contemporaneo che richiede, per una fattiva integrazione, l'acquisizione di alti standard di competenza specifica e dunque di alti standard formativi.&lt;br/&gt;Con il sistema che abbiamo adottato il sistema Podcast Producer, fondato su X server Apple con sistema Unix), in modo completamente automatico vengono registrati, processati e collocati automaticamente sul web in apposite pagine e in itunes i file della registrazione. Possiamo registrare lezioni, tutorial a video, conferenze, qualsiasi tipo di intervento. Quindi viene inviata una mail a tutti i membri del gruppo (a chiunque, in effetti, basta una volta sola inserire gli indirizzi nel server), viene aggiunto un video di intro (per esempio logo o la presentazione della scuola, titoli di testa e di coda e se si vuole anche una filigrana su tutto il film ed effetti speciali tipo seppia, filtri, ecc.). E' possibile collegare qualsiasi telecamera in qualsiasi punto dell'edificio, anche contemporaneamente e anche in qualsiasi parte del mondo (attraverso Internet); è possibile uplodare dei documenti, registrare slide o solo audio. Il sistema processa ed eroga direttamente tutti i file audio e video necessari, sia per internet, che attraverso itunes per ipod, cellulari, e lettori mp3 e li organizza direttamente in un sistema Wiki e di podcasting.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;ULTERIORI INFORMAZIONI&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Con il presente  progetto l’IIS Bodoni Paravia ha aderito al Bando per l’arricchimento dell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche statali e paritarie -  Anno scolastico 2006-2007. Promosso dalla Regione Piemonte, con particolare riferimento ai punti &lt;br/&gt;1.lotta contro la dispersione scolastica;&lt;br/&gt;5.prevenzione del disagio giovanile&lt;br/&gt;6.innovazione tecnologica&lt;br/&gt;del bando citato.&lt;br/&gt;(...) programmare iniziative coordinate e finalizzate alla valorizzazione delle nuove opportunità che i linguaggi del Web 2.0 offrono nei nuovi scenari del mobile learning (apprendimento in mobilità). Il progetto prevede anche l’opportunità di coinvolgere soggetti che operano nel contesto dell’Istruzione e della formazione, in modo da mettere in atto processi di collaborazione che vedano nuovi modelli di valorizzazione del sapere e delle professioni acquisite sia nell’ambito dell’istruzione che in quello della formazione (individuazione, riconoscimento e valorizzazione delle competenze e riconoscimento dei crediti per facilitare l’accesso al mondo del lavoro, soprattutto in riferimento alle nuove professioni ed ai nuovi mestieri che la rete Internet  offre).&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;DESTINATARI&lt;br/&gt;Il progetto ha come destinatari gli studenti e gli insegnanti. Il tema centrale del progetto è quello dei “nuovi linguaggi del WEB 2.0 per il mobile learning”, dove per linguaggi di intendono  nuove forme di espressione culturale, di aggregazione di saperi, di competenze legate all’uso, anche a livello professionale, delle nuove tecnologie multimediali (podcasting, radiofonia, video, iperfilm, musica sul web, creazione di playlist di contenuti, gestione di piattaforme per il lavoro sul web e in situazioni di mobilità personale, realizzazioni di prodotti in remoto, esperienze di social networking). Si prospetta l'erogazione di un servizio articolato in dataabase e channel sul genere video, radiofonico e musicale, veicolato attraverso la rete ma fruibile off line dagli strumenti tecnologici di cui gli studenti dispongono nella loro condizione di mobilità personale.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;STRUMENTI&lt;br/&gt;L’uso del web 2.0 e la connettività a dei server finalizzati all’utilizzo ed alla valorizzazione dei nuovi linguaggi sulla rete costituisce elemento importante del progetto stesso. In particolare dovranno essere realizzati, all’interno di una rete opportunamente costituita e articolata in canali tematici (channel) e format (tipologie specifiche di trasmissioni sul modello dei network), un insieme di multipiattaforme finalizzate alla realizzazione del progetto alle quali gli studenti potranno accedere sia per la fruizione che per la produzione, in considerazione dei loro spazi di creatività e di collaborazione.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;OBIETTIVI&lt;br/&gt;L'obiettivo è quello di promuovere interventi e creare spazi di lavoro condivisi (con software ed apparecchiature adatte). Si tratta di creare iniziative atte a  sviluppare  una motivazione ed un contesto che permettano, nell'istruzione liceale, tecnica e professionale, di non limitarsi  a trasferire competenze tecniche senza porsi il problema se lo studente sia in grado di utilizzare le tecnologie della comunicazione multimediale, audio, video, grafica e fotografia, per proprie specifiche necessità espressive e comunicative anche dal lato della produzione diretta. In sostanza si tratta di pensare ad una scuola in  grado di  gestire spazi di comunicazione &amp;quot;a tutto tondo&amp;quot; (scritto, audio, grafica, video, film), usare ed apprendere anche professionalmente i “linguaggi del web 2.0”, che superino il modello classico di realizzazione di un ipertesto o di un portale web, ma che mettano in grado la scuola di operare ricerca didattica ed innovazione metodologica, in ambiti emergenti, erogando il servizio in channel audio - video destinati alla fruizione in situazioni di mobilità personale e mettendo a disposizione un ambiente di collaborazione on-line per la produzione e la condivisione dei contenuti. &lt;br/&gt;Un punto importante, al quale abbiamo accennato, riguarda la mobilità dello studio e dell'apprendimento per il quale intendiamo sfruttare i nuovi apparecchi di cui dispongono oggi i ragazzi: dalle penne usb, agli iPod, dai cellulari ai lettori mp3, ai videotelefonini, alle playstation, per proporre una continua veicolazione di contenuti fruiti nei linguaggi a loro più vicini (audio- video - d'immagine, grafici, fotografici, musicali):&lt;br/&gt;•	in parte come risorse messe a disposizione per la produzione di contenuti (trailers, file audio, immagini, video, ecc.)&lt;br/&gt;•	in parte preparati dagli allievi stessi rielaborando i materiali proposti e quelli prodotti dai compagni e dai docenti, sulla base del &amp;quot;metodo Wilkipedia&amp;quot;&lt;br/&gt;•	in parte dai docenti attraverso la proposizione di contenuti didattici e delle lezioni tenute in classe.&lt;br/&gt;Sia la produzione che la produzione di questi contenuti può avvenire sia per semplice inserimento e ricerca in un sistema di database, che attraverso la creazione di (in ordine di complessità):&lt;br/&gt;•	una playlist personale&lt;br/&gt;•	un podcast fondato su un format&lt;br/&gt;•	un channel tematico composto da diversi format&lt;br/&gt; Vogliamo anche affrontare problemi che toccano la mancanza di abitudine dei ragazzi di esprimersi oralmente, di intervenire in modo ordinato e logico (ma anche semplicemente a presentarsi, intervenire, discutere, esprimersi con diversi strumenti), ricavare elementi di sintesi dagli argomenti di studio ed esporli nel corso di un dialogo (e non della classica interrogazione), o a rappresentarli in forma video, grafica e d'immagine, a comprendere il valore sociale ed emotivo di un contenuto rapportandolo anche alla propria esperienza. Problemi collaterali riguardano il recupero dell'aspetto orale in rapporto a quello visuale, lo sviluppo di capacità narrative, di espressività e chiarezza dei linguaggi, la possibilità da parte degli allievi di presentare delle vere e proprie lezioni, documentari, trasmissioni, trailers, ecc. ai propri compagni attraverso la produzione e l'erogazione di trasmissioni che utilizzino tutta gamma e l'interconnessione dei linguaggi del web 2.0, la possibilità di riascoltare/rivedere/rileggere gli episodi trasmessi come forma di riflessione e di consolidamento nello studio.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La rete dei linguaggi del web 2.0&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La Rete per la valorizzazione dei linguaggi del WEB 2.0 può dunque costituire un significativo strumento di sostegno all'attività curriculare o di sistema: &lt;br/&gt;•	permette alle istituzioni scolastiche di essere agenti attive nel processo di stimolo e disseminazione di vocazioni e creatività giovanili &lt;br/&gt;•	concorre a soddisfare la crescente richiesta degli studenti di veder realizzate all'interno del percorso formativo le loro aspettative&lt;br/&gt;•	concorre a soddisfare la crescente richiesta degli studenti di utilizzare nell'insegnamento gli strumenti elettronici che loro utilizzano più di frequente &lt;br/&gt;•	concorre a soddisfare la crescente richiesta sociale e degli studenti di un'pprendimento fondato sulla mobilità personale (mobile learning) e la contemporanea partecipazione in comunità di produzione e fruizione in ambiente condiviso e protetto&lt;br/&gt;•	permette di arricchire ed integrare il percorso scolastico di contenuti finalizzati allo sviluppo di nuove competenze e abilità &lt;br/&gt;•	un efficace strumento per sviluppare attitudini e competenze di gestione e di controllo dei nuovi e sofisticati strumenti di comunicazione della società dell'informazione &lt;br/&gt;•	permette che gli studenti sviluppino nuovi comportamenti cognitivi e sociali &lt;br/&gt;•	permette di sviluppare la capacità di reperire selezionare informazioni in funzione di un compito preciso e motivante (playlist didattica)&lt;br/&gt;•	permette di arricchire attitudini e competenze per la gestione dei protocolli di comunicazione sulla rete, &lt;br/&gt;•	permettere di praticare l'utilizzo di linguaggi e codici specifici, &lt;br/&gt;•	permette di sviluppare la capacità di gestione di sistemi complessi e la visione progettuale &lt;br/&gt;•	permette di ampliare le capacità di iperscrittura in senso lato&lt;br/&gt;•	permette di fornire agli studenti, che utilizzano le reti e gli ipertesti, strumenti per esprimersi e per comprenderli (capacità di iperlettura) per superare i limiti stessi dell'impostazione ipertestuale attraverso la fruizione e la produzione di nuovi format di apprendimento&lt;br/&gt;Lo spazio creativo per la ricerca, la produzione di iperfil, di esperienze di podcasting e la diffusione dei nuovi linguaggi attraverso la rete &lt;br/&gt;•	permette di realizzare un prodotto creativo immediatamente fruibile e trasferibile &lt;br/&gt;•	permette di sviluppare competenze e conoscenze relative alla diffusione, e commercializzazione della musica in rete &lt;br/&gt;Una risposta ai bisogni formativi speciali e necessari all'inserimento nel mercato del lavoro &lt;br/&gt;•	permette di elevare gli standard educativi e dunque di competenza per acquisire diverse e nuove professionalità per l'inserimento nel mercato del lavoro &lt;br/&gt;Un sostegno per l'organizzazione di attività finalizzate al recupero degli studenti a rischio di abbandono o che abbiano già abbandonato la scuola &lt;br/&gt;•	costituisce un elemento di sviluppo dell'identità individuale e dunque di aggregazione sociale all'interno del gruppo come all'interno dell'istituzione &lt;br/&gt;•	rappresenta una concreta possibilità di rimotivazione all'inserimento nel percorso formativo &lt;br/&gt;•	permette di organizzare occasioni formative basate su aree di saperi innovative ma non ancora istituzionalizzate e perciò non spese nell'attività ordinaria. &lt;br/&gt;Gli istituti superiori raccolgono un bacino di studenti provenienti largamente da situazioni famigliari e lavorative complesse, instabili, domiciliate spesso lontano dalle scuole, caratterizzate da frequenti e lunghi spostamenti, da poco tempo libero socializzante a disposizione. Inoltre molti dei ragazzi giungono da esperienze professionali e percorsi formativi diversi, portando con sè una serie di problematiche didattiche. Pensiamo di utilizzare le nuove tecnologie e linguaggi del Web 2. di veicolo e fruizione di contenuti audio - video in situazioni di mobilità da un lato e di condivisione e appartenza a una comunità, dall'altro. Termini quali: cinema, podcasting, web, video, grafica, grafica, foto, playlist, channel, format, sono le parole &amp;quot;significanti&amp;quot; da prendere in esame per stimolare gli allievi a costruire gli episodi di lezioni e contenuti, che si ascoltano, si vedono, si leggono e si navigano. I problemi che vogliamo affrontare riguardano il &amp;quot;portare&amp;quot; la presenza, la voce, i prodotti dei compagni e degli insegnanti a casa e con sè, attraverso la realizzazione di trasmissioni fondate su contenuti disciplinari, di video e di documenti, per rompere l'isolamento degli allievi in difficoltà di apprendimento o di frequenza scolastica, per creare un clima di solidarietà attiva e produttiva in classe, attraverso la realizzazione di veri e propri episodi radiofonici, video televisivi, filmici, trailer, fotografici, wilki, per consentire a tutti gli studenti di partecipare direttamente all'elaborazione di lezioni e alla loro diffusione, in una forma accattivante e rispettosa dei loro modelli di fruizione e dei loro &amp;quot;format&amp;quot; preferiti, per costituire una grande risorsa erogata attraverso il modello dei channel tematici fruibili dai mezzi che gli studenti hanno normalmente a disposizione quali cellulari, iPod, lettori mp3, palmari, penne usb, videotelefonini, playstation, ecc. per garantire un accesso e una fruizione ai contenuti svincolata da uno spazio geografico, mobile e libera, fondata sul concetto, tipico della fascia di età a cui ci rivolgiamo, della &amp;quot;playlist&amp;quot; (didattica). Il servizio intende dunque offrire: un ambiente condiviso protetto per la partecipazione a momenti socializzanti, di cooperazione, tipicamente on-line, rivolti all'apprendimento, alla partecipazione a corsi e ad attività di classi virtuali; la partecipazione diretta alla produzione di contenuti, di elaborazione e montaggio di lezioni, di progettazione e di realizzazione di format su argomenti didattici realizzata direttamente da insegnanti e da studenti; la diffusione e fruizione off-line e in situazioni di mobilità attraverso la costituzione di playlist personali; la possibilità di creare nuovi channel oltre a quelli proposti inizialmente e di gestirli per gruppi di lavoro (dalle classi fisiche, a gruppi misti a distanza). L'idea a supporto dell'intervento è che l’individuazione dei linguaggi del web 2.0 e la loro valorizzazione, possa  rappresentare lo strumento più semplice ed immediato per avvicinare i ragazzi, in maniera creativa, all'universo contemporaneo che richiede, per una fattiva integrazione, l'acquisizione di alti standard di competenza specifica e dunque di alti standard formativi.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;</description>
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      <title>Didanext trailer il lampo il tuono, premio videopodcast 2007</title>
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      <pubDate>Fri, 31 Aug 2007 22:53:09 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.didanext.com/Didattica/Media/IlLampo_IlTuono-2.mov&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.didanext.com/Didattica/Progetti_e_riconoscimenti/Media/IlLampo_IlTuono-18.png&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:216px; height:162px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;questo film, concepito con la tecnica del trailer cinematografico, ha vinto il primo premio di viedeopodcat. Ho realizzato il film con un intento sperimentale ed educativo perchè insegno ai miei allievi a realizzare queste opere partendo da temi letterari e storici per presentarle all’Esame di Stato.</description>
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      <title>Menzione mpi radiotony 2006</title>
      <link>http://www.didanext.com/Didattica/Progetti_e_riconoscimenti/Voci/2006/11/29_Menzione_mpi_radiotony_2006.html</link>
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      <pubDate>Wed, 29 Nov 2006 22:46:39 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.didanext.com/Didattica/Progetti_e_riconoscimenti/Voci/2006/11/29_Menzione_mpi_radiotony_2006_files/CertificatoMinisteroEdidabl.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.didanext.com/Didattica/Progetti_e_riconoscimenti/Media/object015.png&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:216px; height:123px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;../../RadioTony/Home_RadioTony.html&quot;&gt;Vai alla sezione di RadioTony, in questo sito.&lt;/a&gt; La sezione contiene anche la descrizione dell’esperienza.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Al TED di Genova (vedi foto), durante la manifestazione per le premiazioni dei migliori blog e podcast, la Direzione Generale dei Servizi Informativi del Ministero della Pubblica Istruzione ha conferito una menzione speciale all’IIS Bodoni - Paravia per il primo esperimento italiano scolastico di podcasting per il progetto RadioTony.</description>
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      <title>Learning arward 2006 radiotony</title>
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      <pubDate>Sat, 25 Nov 2006 22:41:22 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.didanext.com/Didattica/Progetti_e_riconoscimenti/Voci/2006/11/25_Learning_arward_2006_radiotony_files/LearningArward2006.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.didanext.com/Didattica/Progetti_e_riconoscimenti/Media/object014.png&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:216px; height:123px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;../../RadioTony/Home_RadioTony.html&quot;&gt;Vai alla sezione di RadioTony, in questo sito.&lt;/a&gt; La sezione contiene anche la descrizione dell’esperienza.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;RadioTony è stato selezionato fra i cento migliori progetti europei 2006, il riconoscimento va all’IIS Bodoni - Paravia di Torino&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;Il concorso dei Premi eLearning 2006&lt;br/&gt;Il concorso dei Premi eLearning è un evento annuale giunto alla sesta edizione che seleziona e premia le migliori pratiche scolastiche europee nell’uso delle TIC per l’apprendimento.&lt;br/&gt;I Premi si rivolgono soprattutto agli insegnanti e alle scuole.  Mediante la dedizione di un singolo insegnante o la collaborazione proficua con altri le TIC vengono usate con risultati eccellenti in molte scuole di tutta Europa.&lt;br/&gt;Siccome le scuole non dispongono delle risorse o non rispondono alle richieste del marketing delle imprese private o pubbliche molto di quello che viene fatto è conosciuto solo all'interno della scuola o addirittura solo all'interno della classe. &lt;br/&gt;IL concorso dei Premi eLearning mira a selezionare e dare risalto ai migliori esempi in modo tale da condividere la metodologia e i risultati con un pubblico più ampio, ispirando gli altri e incoraggiando una maggiore collaborazione tra le scuole in Europa.&lt;br/&gt;I progetti verranno valutati da una giuria di esperti provenienti da tutta Europa.  I vincitori riceveranno un premio in denaro per la loro scuola e saranno invitati a partecipare alla cerimonia di premiazione che si terrà in Belgio ad inizio dicembre 2006.&lt;br/&gt;I Premi eLearning sono organizzati da European Schoolnet con il supporto di Young Digital Planet, Intel, Promethean, Oracle e Michael.&lt;br/&gt;Per ulteriori informazioni e dettagli sull'ammisione al concorso, visitate la &lt;a href=&quot;http://elearningawards.eun.org/ww/it/pub/elearningawards2006/cmframeset.cfm?fID=5043&amp;ID=19932&quot;&gt;sezione del regolamento&lt;/a&gt; su questo sito web. </description>
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      <title>Didanext e radiotony Podcast, podlearning, RadioTony, vincitore premio Gold 2006 e selzione Learning Award Europa 2006</title>
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      <pubDate>Fri, 27 Oct 2006 22:32:01 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.didanext.com/Didattica/Progetti_e_riconoscimenti/Voci/2006/10/27_Didanext_e_radiotony_Podcast,_podlearning,_RadioTony,_vincitore_premio_Gold_2006_e_selzione_Learning_Award_Europa_2006_files/Immagine%204-1.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.didanext.com/Didattica/Progetti_e_riconoscimenti/Media/object013.png&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:216px; height:123px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;../../RadioTony/Home_RadioTony.html&quot;&gt;Vai alla sezione di RadioTony, in questo sito.&lt;/a&gt; La sezione contiene anche la descrizione dell’esperienza.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il premio Gold consiste di 2.500€ destinati all’insegnante. Questa somma è stata però da me destinata alla mia scuola, l’IIS Bodoni - Paravia di Torino.&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;Che cosa è GOLD&lt;br/&gt;GOLD è la banca dati Internet delle esperienze più innovative ed interessanti realizzate nelle scuole italiane di ogni ordine e grado.&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;GOLD perché&lt;br/&gt;Scopo di GOLD è diffondere a beneficio di tutti il patrimonio di ‘conoscenza didattica’ prodotto dalle scuole - idee e strumenti realizzati in situazione ma trasferibili in contesti diversi.&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;GOLD per chi&lt;br/&gt;&amp;quot;Dalla scuola per la scuola&amp;quot;: gli insegnanti alle prese con un problema didattico possono trovare in GOLD un aiuto a cui ricorrere. Consultando le banche dati GOLD regionali e nazionale, non solo entreranno in contatto con concrete situazioni simili alla loro, ma potranno usufruire di strumenti collaudati per risolvere il loro specifico problema.</description>
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      <title>Didanext - trailer, premio gold 2005</title>
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      <pubDate>Thu, 13 Oct 2005 22:28:31 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.didanext.com/Didattica/Progetti_e_riconoscimenti/Voci/2005/10/13_Didanext_-_trailer,_premio_gold_2005_files/barra_sx.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.didanext.com/Didattica/Progetti_e_riconoscimenti/Media/object010.png&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:216px; height:123px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Il progetto Didanext-Trailer ha vinto il premio Gold per le migliori esperienze didattiche del 2005. &lt;a href=&quot;http://gold.indire.it/nazionale/archivio/index.php?action=read_esperienza_src&amp;id_esperienza=BDP-GOLD00000000001F2247&quot;&gt;Lo trovi qui&lt;/a&gt;, sul sito nazionale Gold&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;DESCRIZIONE DELL’ESPERIENZA&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;1.Quadro di riferimento e motivazioni&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;1.1. Contesto sociale e pedagogico&lt;br/&gt;Per capire a fondo il problema posto da questa attività, occorre considerare un problema che investe il rapporto fra cultura umanistica e tecnica negli istituti tecnici e professionali. Infatti ci troviamo proprio in un istituto tecnico - professionale nel quale si manifestano da parte degli allievi vistose carenze inerenti alla capacità di esprimersi e alla padronanza di un metodo di studio. Allo stesso tempo però, viene loro richiesto di conoscere sotto il profilo tecnico, alcuni mezzi espressivi tipici (web, video, stampa, grafica, foto, ecc.), senza che l'acquisizione di competenze tecniche incida minimamente su un piano più generale di capacità espressive e intellettive (cognitive, relazionali, ecc.). Nella sostanza si determina uno scollegamento preoccupante fra preparazione tecnica e professionale da un lato  e culturale dall'altra. Detto in altri termini: non è affatto vero che apprendendo a utilizzare (anche piuttosto bene) un software per la creazione di prodotti mediatici, i ragazzi imparino anche a esprimere qualcosa di personale. Questa separazione fra tecnica e contenuti, fra procedimenti per realizzare un prodotto e capacità culturale di “pensarlo”, rappresenta uno scarto importante nelle scuole a indirizzo tecnico e professionale. Perché uno studente deve saper maneggiare una complicata applicazione per la produzione di siti web, o per produrre un film, senza essere in grado di  creare lui stesso il contenuto, di esprimere ciò che sente attraverso un prodotto del quale, però, conosce le procedure per realizzarlo? E’ ammissibile che questo accada sul piano educativo e culturale? Può una scuola accettare di limitarsi a trasferire delle competenze tecniche senza porsi il problema che lo studente non è in grado di utilizzare quelle tecnologie per proprie specifiche necessità espressive e comunicative? Sarebbe come insegnare le operazioni matematiche a uno studente che non è in grado di impiegarle procedure per calcolare gli interessi sul mutuo della propria motocicletta, oppure aver trasmesso tutte le nozioni grammaticali e sintattiche senza che però lo studente sia in grado di scrivere un racconto. A ciò bisogna anche aggiungere che lo studio della letteratura e della storia avvengono nelle nostre scuole in un modo abbastanza curioso. Nel campo della letteratura, per esempio, sovente si studiano le correnti letterarie, si studia la critica, si svolgono minuziose e complicate  analisi dei testi, ma senza avere un rapporto diretto con i testi stessi, senza introiettarne il / i significato / i, senza neppure “goderne” da un punto di vista narrativo. Sovente il testo (se e quando viene letto direttamente), è ridotto a un puro esercizio di un apparato critico, specialmente nelle scuole tecniche e professionali, come se l’influenza di procedimenti tecnici pesasse eccessivamente anche in ambito umanistico, stravolgendone le specificità. Nel campo della storia avviene qualcosa di analogo: per esempio è molto raro che i ragazzi abbiano occasione di documentarsi su fonti dirette (pensiamo al fatto che, per esempio, la storia del ‘900 è ampiamente documentata da giornali, riviste, film d’epoca, documentari e la storia passata da musei, reperti e da testi depositati nelle biblioteche). Normalmente gli studenti apprendono una serie di eventi descritti nei libri di testo. In questo modo la storia percorre un po’ la stessa strada della letteratura: si perde il piacere della narrazione storica, della ricostruzione, dell’esposizione di un punto di vista (non esiste una “verità” storica uguale per tutti).&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;1.2.  il problema o i problemi che hanno motivato la  progettazione dell’esperienza.&lt;br/&gt;La questione che ho dunque voluto affrontare è stata la seguente: è possibile accostarsi ai testi letterari e ai fatti storici in modo personale, trovando spunti di riflessione e di rappresentazione personale che potessero essere rappresentati in modo creativo attraverso la realizzazione di un’opera che potesse essere un’opera dello stesso studente, godibile e fruibile anche da altri perché detentrice di un messaggio personale? L’idea di fondo era quella di operare esclusivamente in sede di montaggio video per realizzare dei “trailer” su argomenti letterari e storici.&lt;br/&gt;Procediamo con ordine. Innanzitutto ci si può chiedere perché operare sul piano del montaggio video e non della regia o della sceneggiatura? Per due motivi, uno di tipo “storico” e uno legato alla tecnologia. Il motivo storico è che abbiamo perso di vista le enormi potenzialità del montaggio video che oggi potrebbero esser recuperate e che avevano ben in mente i pionieri del cinema, alla cui lezioni occorre rifarci un momento. Bisogna sapere, per esempio, che Sergej Ejzenstejn è stato uno di primi teorici del montaggio e che le avanguardie russe degli anni Venti annettevano molta importanza al montaggio perché era considerato la sede naturale della costruzione narrativa e creativa. Ejzenstejn sottolineava che la giustapposizione di due inquadrature porta a un risultato qualitativamente superiore rispetto alla loro semplice somma: induce lo spettatore a cercare un significato anche se le inquadrature non hanno legami di tipo narrativo. Si trattava di unire immagini per suscitare emozioni: un pavone e il capo del governo Kerenskij; animali sgozzati in un macello e la repressione di uno sciopero. Così le tecniche di inquadratura e di montaggio furono ampiamente sperimentate. Poi Hollywood ha ridotto il montaggio ad alcune regolette per produrre film di cassetta, che oggi ci appaiono tutti abbastanza simili e che, come i prodotti mediatici televisivi, invadono il nostro spazio intellettuale, anche un po’ annichilendolo!&lt;br/&gt;Il motivo tecnico è il seguente: oggi, con l’avvento delle tecnologie digitali che permettono con pochi strumenti e con poca spesa di produrre un film in sede di montaggio e di mettere chiunque nella condizione di farlo, il montaggio ha forse l’opportunità di realizzare proprio quel vecchio sogno delle avanguardie del cinema: quello di diventare uno strumento espressivo di massa sorretto da una continua ricerca e sperimentazione. Tanto più che questa rivoluzione digitale consente a studenti e insegnanti che a scuola non possono disporre di attrezzature sofisticate per realizzare un film (si pensi semplicemente a impianti luci, all’allestimento di set e di scenografie, a carrelli, stady-cam e vari altri strumenti di ripresa), e non hanno neppure il tempo materiale per progettarlo (stesura di una sceneggiatura, recitazione, ecc.), di realizzare ugualmente un film esclusivamente in sede di montaggio e di composizione. In questo caso si utilizzano materiali d’archivio (immagini, spezzoni di altri film e video), testi, filtri ed effetti proposti dalle applicazioni di montaggio digitale. Se ci si concentra alla produzione di un “trailer”, vale a dire di un “corto” in sede di montaggio, abbiamo effettivamente, come dimostrato proprio da questa esperienza, l’opportunità che ogni allievo possa realizzare la sua opera senza impiegare un tempo eccessivo e senza doversi dedicare all’apprendimento di una tecnica sofisticata (o linguaggio), come quella richiesta per la produzione di un normale film. In effetti bisogna anche considerare che oggi lo sviluppo di massa delle immagini in movimento non sta partendo dalla regia nel senso tradizionale (che, appunto, implica una serie di relazioni con la sceneggiatura, la location, la scenografia, la fotografia, la costruzione del set, la scelta e la direzione degli attori, ecc.), ma proprio dal montaggio. La vera rivoluzione copernicana del video digitale (DV) è questa: più che la regia ha ora messo il montaggio nella mani di tutti. Si possono utilizzare materiali “poveri” e costruire interessantissimi discorsi in sede di montaggio. E’ una opportunità anche per la scuola? Ha un valore didattico? E’ un’esperienza praticabile?&lt;br/&gt;Si potrebbe dire, restando ancorati alla nostra esperienza filmica di spettatori, che un film è innanzitutto una regia, che il montaggio non ha un vero ruolo se non di supporto alla regia e alla sceneggiatura che manchi, cioè, di un suo specifico ambito narrativo. E’ vero questo? Per rispondere proviamo a fare un confronto fra scrittura e cinema. Così come avviene nella scrittura, anche nelle immagini in movimento non possiamo limitarci a scrivere le diverse parti della narrazione, a progettare le inquadrature e a filmare le diverse scene: bisogna anche raccordarle fra loro. Così come nessuno scrittore darebbe mai alle stampe un libro senza averlo letteralmente manomesso, spostando, tagliando, riscrivendo intere sue parti fino a che l’opera abbia un preciso senso e una sua chiara coerenza interna, allo stesso modo nessun regista consegnerebbe centinaia di ore di “girato”, senza un’accurata opera di montaggio. Spesso capita, tanto nella scrittura quanto nel cinema, che i “montatori”, cioè i costruttori del discorso finale, siano effettivamente persone diverse dallo scrittore e dal regista, persone che aiutano lo scrittore e il regista a trasformare il loro lavoro in un prodotto finito, sintatticamente comprensibile e chiaro nella sua narrazione. Un “buon” montatore deve anche essere un ottimo spettatore: a proposito del “senso” della narrazione, il montatore si pone questa domanda: “Per provare una certa sensazione con una data sequenza, tutto quello che l’ha preceduta era necessario?” Jean Rouch diceva che il montaggio è come raccontare una storia in una materia come “composizione francese”: si cominciava dall’introduzione, poi si entrava nel tema, si andava avanti nella seconda parte, si trovava la conclusione, la si scriveva, si riscriveva la seconda parte, si modificava nuovamente  la prima e alla fine si riscriveva di nuovo l’introduzione. Michael Wohl invita a sviluppare questo confronto: pensare alle inquadrature come ai sostantivi e alle transizioni tra esse come ai verbi. Si potrebbe affermare – sostiene Wohl - che nel linguaggio cinematografico, le frasi si costituiscono secondo la sintassi sostantivo - verbo - sostantivo e la punteggiatura è rappresentata dalle dissolvenze, dai fotogrammi fissi e da altri elementi grafici. Dziga Vertov negli anni ’20 in Russia sosteneva che le riprese dovessero raffigurare la vita reale e che quindi il film si costruisse in sede di montaggio. Dunque il montaggio, oscurato da una regia e da una sceneggiatura di stampo holliwodiano, che segue canoni e cliché stereotipati, ha in realtà una sua specifica e forte valenza narrativa. Volendo sviluppare una metafora potremmo dire che regia e montaggio potrebbero essere associati ai compiti della grammatica e della sintassi. Nel discorso la parola ha la funzione di nominare, di indicare le qualità (aggettivazione), di precisare i tempi e le azioni (verbi); la frase è un insieme di parole legate da congiunzioni e da una punteggiatura e il discorso è un insieme di frasi concatenate. Benché le immagini in movimento non presentino una simile articolazione linguistica, possiamo però riferirci al montaggio come al raccordo fra inquadrature, scene e sequenze, per formare il discorso di un film. Questo raccordo è determinato dalle transizioni (cioè dal modo in cui le inquadrature e le scene si susseguono fra loro), che vengono decise in sede di montaggio, mentre nella lingua il discorso è risolto in sede sintattica. Tutto questo non solo incide sulla narrazione, ma produce narrazione, la può produrre ex novo, tant’è che, a parità di materiale, montatori diversi realizzerebbero film del tutto diversi fra loro. Non solo, per concludere questa riflessione potremmo dire che fra regia e montaggio la funzione più “necessaria” è proprio il montaggio. Così come la sintassi è sì una parte della grammatica, ma relativamente indipendente, allo stesso modo il montaggio è certamente una parte della costruzione filmica, ma allo stesso tempo ha una sua autonomia, così rilevante, da collocarsi sovente su un altro piano. Alla sintassi non importa tanto che “bello” sia un aggettivo qualificativo, perché si occupa soprattutto dei rapporti che intercorrono fra ciò che precede e ciò segue, per costruire un discorso di senso compiuto. Allo stesso modo al montaggio non interessa sapere tecnicamente quale angolazione sia stata utilizzata per una certa inquadratura, ma il contesto in cui quella inquadratura si trova in rapporto fra ciò che precede e ciò che segue. E’ questo che fa decidere se e dove tagliarla, se utilizzarla, in che modo e dove. Al limite, per fare un film, non occorre una regia, mentre il montaggio è indispensabile. In questo caso diremmo che la regia si fa nel montaggio. Ciò risulta più chiaro se si considera che si può costruire un film utilizzando materiale di repertorio, addirittura materiale trovato su Internet. Si può fare un film montando semplicemente delle immagini e lo si può costruire senza alcun piano, semplicemente in sede di montaggio, sviluppando un’idea di partenza.&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;E questo è stato proprio il punto di partenza, la scommessa, del progetto. Abbiamo ottenuto il nostro scopo essenzialmente operando su tre piani:&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;1. Rappresentazione di argomenti&lt;br/&gt;In primo luogo si è trattato di fare in modo che lo studente potesse “appropriarsi” di un testo o di un avvenimento storico. Un film fatto solo per esporre una fila di nozioni che film sarebbe stato? Un’opera creativa non si riduce mai alla sua trama: quante trame identiche abbiamo visto nei film eppure quanti film e storie diverse abbiamo visto da una stessa stessa trama? (si pensi, per esempio a questa: lui e lei si amano, la famiglia si oppone, loro si sposano ugualmente... sicuramente vi veranno in mente decine di film e di romanzi...). Dunque bisogna uscire dalla semplice esposizione di nozioni apprese su un certo testo letterario o su un certo evento storico., altrimenti il traile finale non può che essere privo di un impianto narrativo – espressivo, per bene che vada sarà un prodotto didascalico. Come fare? Innanzitutto fare in modo che i ragazzi stessi tengano delle lezioni in classe, cioè studino un argomento, leggano un testo e ne parlino liberamente ai compagni, è un primo passo. Durante l’anno scolastico i ragazzi hanno preso il posto dell’insegnante per svolgere diverse lezioni ai loro compagni su diversi argomenti. Le lezioni sono state riprese e montate su Internet insieme ai materiali che accompagnavano le lezioni (generalmente immagini e slide). Abbiamo anche provato a montare delle sequenze composte da una dozzina di piccoli interventi individuali di 2 - 3 minuti, che partivano da alcune parole - chiave che collegavano alcuni argomenti e nodi concettuali (mappa). In sostanza gli studenti sono stati invitati a raccontare in classe ciò che hanno letto e studiato e questi video sono poi stati sottoposti ai ragazzi, oltre che montati e inseriti nel web.&lt;br/&gt;Svolgere lezioni in classe, ottenere un video da queste lezioni e quindi poterle rivedere non facilita solo l’apprendimento, la riflessione critica sulle fonti e l’apparato concettuale della materia, ma provoca una vera e propria appropriazione di ciò che è stato studiato perché viene “esposto”, cioè filtrato dal proprio raziocinio e dalla propria emotività. E’ una situazione radicalmente diversa rispetto all’esposizione dei contenuti nel corso di un’interrogazione o di una esercitazione scritta. Qui è lo studente che diventa soggetto attivo nei confronti di un sapere che da lui viene rielaborato per essere esposto. Questo genera anche una serie di effetti collaterali: maggiore sicurezza personale, coinvolge la classe nelle discussioni che questi interventi provocano, rende trasparente la valutazione, crea “gruppo”, perché induce rispetto fra i compagni e le loro diverse sensibilità, opinioni, modi di essere. Con un po’ di perizia si riduce il tempo del montaggio, e il momento della ripresa può essere “ottimizzato” registrando direttamente il video sul computer. Questa parte del lavoro, in effetti, è solo di ripresa, il suo scopo è aiutare i ragazzi a creare un rapporto diretto e personale fra loro e l’oggetto di studio, abituarli a una familiarità. In questi casi il video rappresenta l’elemento “linguistico” dell’attività, la riflessione “oggettiva”, esterna, di un lavoro nel quale tutti erano coinvolti. Il video trasforma un’esperienza in un evento qualche modo separato, sul quale riflettere, avvicinandosi a un piano “narrativo”. Infatti, presentato, discusso, esaminato innumerevoli volte, il film consente di mantenere aperta una riflessione su ciò che è stato fatto. Diventa oggetto didattico impiegabile nelle lezioni di letteratura o di storia. Senza questo elemento di “oggettivazione” e senza la mediazione degli insegnanti in tutto il processo, l’esperienza rimarrebbe frantumata, parcellizzata nel quadro disciplinare (interrogazioni, verifiche, ecc.), e sostanzialmente fine a se stessa. Infine un’altra riflessione sull’esperienza di ripresa video di lezioni prodotte da allievi è questa: le tecnologie informatiche riescono a realizzare ciò che molte esperienze pedagogiche preconizzavano: riutilizzare il materiale, mettere a disposizione i lavori di ricerca e la documentazione facendo sì, come avviene nella comunità scientifica, che un lavoro pubblicato (il video di una lezione), diventi a sua volta una fonte per nuove ricerche.&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;2. Narrazione di storie&lt;br/&gt;Il secondo piano è quello del lavoro di creazione vero e proprio, quello della narrazione che trova nella produzione di trailer la sua espressione più significativa. Ma: che cosa significa produrre un trailer, per esempio in ambito letterario? Abbiamo accennato prima alla rigida meccanicità con i cui sovente i ragazzi vengono accostati ai testi letterari. Ora dobbiamo dire che non ci si può limitare a leggere dei testi e a esporre nel corso di un’interrogazione una critica formulata da altri (dall’insegnante, dal libro di testo, ecc.). I testi rappresentano qualcosa di vivo che parla a ciascuno di noi. Esponendo le loro lezioni ai compagni e affrontando i testi in modo completamente autonomo, i ragazzi si sono misurati con le proprie capacità critiche, di analisi, di esposizione. Hanno cominciato a stabilire un rapporto personale con ciò che hanno letto e hanno potuto comunicare ai loro compagni. A questo punto on potrebbero essere in grado di utilizzare i testi letti come materia di una nuova creazione? Non sarebbe possibile passare da un’esposizione, personale e critica, ma pur sempre un’esposizione, a una “creazione”? Ma, prima di tutto, perché passare da uno stadio espositivo al piano della “narrazione”? E’ davvero così importante e utile? Occorre qualche breve riflessione su questo aspetto. Narrare non è soltanto un’operazione “cognitiva”, orientata alla padronanza dell’apprendimento, anzi: una delle sue funzioni primarie è che ci consente di essere al mondo attraverso una nostra identità. E’ un modo di essere della nostra cultura, nella quale la fabulazione ha un ruolo centrale nei rapporti fra soggetti e il loro ambiente, perciò non può essere trascurata, come spiega Bruner: “Se la narrazione deve diventare uno strumento della mente capace di creare significato, richiede del lavoro da parte nostra: leggerla. farla, analizzarla, capirne il mestiere, sentirne l’utilità, discuterla. Di tutto questo oggi abbiamo maggiore consapevolezza rispetto alla generazione precedente. (...) Un sistema educativo deve aiutare chi cresce in una cultura a trovare un’identità al suo interno. Se questa identità manca, l’individuo incespica nell’inseguimento di un significato. Solo la narrazione consente di costruirsi un’identità e di trovare un posto nella propria cultura. Le scuole devono coltivare la capacità narrativa, svilupparla, smettere di darla per scontata.” (Jerome Bruner, La cultura dell’educazione, trad. Lucia Cornalba, Feltrinelli, Milano, 1997, pag. 55). Dunque, non solo la narrazione non deve essere trascurata, ma deve anche poter procedere al passo con i tempi, per potersi conservare e sviluppare, e dunque deve poter utilizzare tutte le forme espressive disponibili, che fanno parte della nostra cultura, come, appunto, le immagini in movimento. Ma quello filmico è un discorso molto ampio, da che cosa partire? Quale canone utilizzare? Quale tecnica “copiare”? In questo campo non si può prescindere dalla stessa cultura video che fa parte del bagaglio dei nostri allievi e mi riferisco soprattutto al genere corto che ha trovato un suo specifico filone nel videoclip. Bisogna infatti considerare che la proliferazione di videoclip ha avuto almeno tre effetti importanti: 1. ha abituato lo spettatore a una visione più libera che non tenga conto delle tradizionali regole di ripresa; 2. invoglia i giovani a imitare le inquadrature nelle posizioni più originali come le riprese angolate dal basso, di traverso, dall’alto, zoomate improvvise, particolari seguiti da campi larghi, ecc.; 3. abitua sia chi riprende, che lo spettatore, a considerare la successione delle inquadrature anche dal punto di vista delle forme e della plasticità delle immagini e delle emozioni (impressionismo visivo) che suscitano. Il videoclip però non è in genere una narrazione compiuta e conviene mantenere una distinzione fra l’obiettivo di ottenere una composizione plastica e di effetto delle immagini e quello di raccontare una successione di eventi. Il limite fra queste due scelte non è perfettamente stabilito, occorre una certa sensibilità e bisogna sapersi collocare dal punto di vista dello spettatore, per decidere di volta in volta quale linea assumere. In generale è possibile introdurre elementi di rottura con le regole tradizionali di ripresa, ogni volta che per lo spettatore è comunque ben chiara la direzione dei movimenti e la successione degli eventi o sia comunque possibile ricostruirne la logica a posteriori ma, alla fine, ciò che conta, è che una logica vi sia. Il tentativo quindi è stato quello di imitare un genere specifico che ha molta assonanza con il videoclip e che però presenta delle caratteristiche utili per un lavoro didattico, quello dei trailer. Il trailer contiene degli elementi narrativi molto forti perché deve suscitare interesse nel filo di una storia che lo spettatore vedrà poi al cinema. Inoltre la sua composizione è molto plastica: il discorso sulla forma e sugli effetti incide sul piano visuale determinando un’attrazione del tutto particolare per i giovani, infine l’impasto fra musiche, immagini, voce fuori campo, testi, è quanto di più interessante per i nostri scopi. Non dobbiamo neppure trascurare, in effetti, la durata del trailer, fattore importante in una scuola poiché stando all’interno di uno o di tre minuti, possiamo dedicarci a un lavoro pienamente realizzabile. L’impianto scelto, fra i molteplici proposi dal discorso filmico è dunque stato quello del trailer.&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;3. Creazione di sussidi.&lt;br/&gt;Infine l’ultimo piano sul quale abbiamo lavorato è stato quello della creazione di sussidi. Occorre precisare che questo non è stato, a differenza degli altri due proposti, un aspetto centrale e determinanti, ma piuttosto un corollario che andava esplorato. In effetti avendo a disposizione  una grande quantità di risorse (video, immagini, lezioni, musiche, ecc.) ci siamo chiesti fino a che punto sarebbe stato possibile utilizzare questo materiale rimontandolo in modo da fornire dei prodotti che avessero la natura di sussidi. Su questo piano però ci siamo limitati ad alcuni tentativi e il discorso deve essere ulteriormente sviluppato sul piano dei contenuti, mentre abbiamo indagato soprattutto la fruibilità di contenuti attraverso internet e i cellulari. Il fatto è che quando parliamo di sussidi didattici in formato video abbiamo in mente i documentari professionali trasmessi in televisione o allegati a riviste specializzate. Un sussidio didattico video impiega una tecnica che è utile apprendere vedendo e smontando alcuni documentari e sotto questo aspetto non è molto complicato (lasciando perdere le riprese dirette dei canguri in Australia!), e può essere un eccezionale strumento di apprendimento, di condivisione dell’esperienza e di riflessione su di essa. Abbiamo visto, per esempio, che un documentario didattico può essere un punto di partenza: si studia un argomento sapendo di realizzarne un video. In questo caso si organizzano le ricerche, si discutono le fonti, si arriva a evidenziare il nucleo di una tesi o un obiettivo e, mentre si studia, si realizza la produzione. Oppure può essere il risultato terminale di uno studio che si vuole divulgare. Entrambi i casi sono validi e rispondono all’applicazione dei metodi deduttivo o induttivo. Una terza possibilità ha un carattere più istituzionale, per esempio i video in un corso a distanza (e-learning). In ogni caso il documentario ha un grande interesse per gli studenti, poiché rappresenta l’articolazione di un discorso completo, che li porta a ripercorrere i contenuti studiati e a riflettere sul modo di presentarli e di divulgarli. Come il trailer anche il documentario si può realizzare con strumenti relativamente poveri: se non possiamo fare delle riprese su Saturno o al Colosseo, possiamo però acquisire le immagini su praticamente ogni soggetto esistente e animarle in sede di montaggio. Non dimentichiamo neppure i grafici, le statistiche, la riproduzione di documenti e l’inserimento di testi e di voci fuori campo. Tuttavia se la realizzazione di un documentario offre mille occasioni di insegnamento e di apprendimento, è molto più impegnativa e complessa rispetto alla realizzazione di un corto. La conclusione provvisoria a cui siamo giunti (e che desideriamo mettere in pratica) è che è più semplice partire dai materiali a disposizione (video lezioni, trailer, ecc.) e interrogarsi in che modo si possano ricavare da questi dei veri e propri video – sussidi, piuttosto che partire ex  novo nella creazione di veri e propri lungometraggi.&lt;br/&gt;In sostanza, per concludere questo punto, possiamo dire di aver esplorato diversi terreni per valutare in che modo integrare la produzione filmica fra le normali pratiche didattiche in classe, come strumento di narrazione vera e propria, a partire da contenuti didattici e culturali: preparazione, ripresa e montaggio di lezioni da esporre in classe da parte degli studenti; produzione di “trailer” su contenuti di materie umanistiche (letteratura e storia); creazione di sussidi didattici; diffusione dei contenuti attraverso il Web (streming video), i DVD (biblioteca), i cellulari (3gp).&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;Riferimenti teorici (autori e testi )      &lt;br/&gt;J. Bruner, (a proposito del significato di &amp;quot;narrazione&amp;quot; e gli aspetti culturali dell'insegnamento), in particolare &amp;quot;La cutlura del'educazione&amp;quot; (Feltrinelli). David P. Ausubel e la teoria dell'apprendimento significativo (&amp;quot;Educazione e processi cognitivi. Guida psicologica per gli insegnanti&amp;quot;, F. Angeli, Milano). Le acquisizioni e le riflessioni della scuola attiva (Freinet, ecc.); Micahel Wohl (sulle nuove frontiere del montaggio video e della distribuzione di contenut:i: &amp;quot;Final Cut&amp;quot;, Apogeo); Harry Morgan (sulla libertà della narrazione svincolata da paradigmi semiotici: &amp;quot;Principes de litteratures dessinéès&amp;quot;, Edition de l’an 2, Angoluleme). Roberto Nepoti, (sul linguaggio video: &amp;quot;L’illusione filmica. Manuale di filmologia&amp;quot;, Utet); Alberto Pian (sulle opportunità didattiche e le tecniche della produzione video in classe: &amp;quot;Dalla lavagna al DVD, insegnare e apprendere con le immagini in movimento&amp;quot;, scaricabile gratuitamente: &lt;a href=&quot;http://community.eun.org/entry_page.cfm?area=1577&quot;&gt;http://community.eun.org/entry_page.cfm?area=1577&lt;/a&gt;).&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;Percorso (come si è sviluppata l’esperienza)&lt;br/&gt;1. Per prima cosa ho invitato i ragazzi a svolgere vere e proprie lezioni alla classe. Le lezioni sono state preparate in modo completamente autonomo da ciascun allievo e in qualche caso da  coppie di studenti. Ciascuna lezione riguardava un autore e alcuni suoi testi, se si trattava di letteratura, oppure un avvenimento storico significativo se si trattava di storia. Il docente non ha svolto su nessun argomento alcuna lezione preliminare in modo tale che ciascuno studente si preparasse in modo completamente autonomo. Gli argomenti delle lezioni sono in parte stati decisi insieme e in parte sono stati assegnati dal professore. Le fonti sono state in parte forniti dal professore, in parte cercate dagli studenti. Per esempio in campo letterario io stesso ho fornito delle indicazioni precise: Remarque, n certo capitolo del romanzo “Niente di nuovo sul fronte occidentale”, una certa parte de “L’obelisco nero”, dando alcune indicazioni biografiche  e fornendo direttamente i testi ove non fossero disponibili. Generalmente ho preparato delle fotocopie per tutta la classe. Lo studente che presenta la lezione generalmente ricerca ulteriori informazioni e reperisce un apparato iconografico che poi è utile per il montaggio della stessa lezione arricchendo il video di una serie di inserti.&lt;br/&gt;2. Il giorno della lezione di un certo studente tutti i compagni devono aver letto i testi e i materiali. Lo studente incaricato svolge la lezione alla quale segue una discussione che coinvolge tutta la classe. Queste lezioni sono state filmate con una telecamera digitale montata su cavalletto e quindi con ripresa fissa. Perché una ripresa fissa? Per due motivi: in primo luogo perché in sede di compressione del film le inquadrature fisse hanno una resa qualitativa migliore; in secondo luogo per non distrarre la classe dalla lezione.&lt;br/&gt;3. Una volta effettuata la lezione il video viene montato. Il montaggio deve essere semplice e rapido: si introducono i titoli di testa e di coda, si introducono le immagini acquisite ed eventuali brevi testi esplicativi direttamente sul video della ripresa in punti determinati. Il montaggio è stato fatto alcune volte dagli allievi ma più spesso dal professore, ciò dipende dal tempo e dai mezzi a disposizione. Infatti, in questo caso, a differenza, dei trailer, il montaggio ha una finalità del tutto accessoria: quella di rendere fruibile il film in breve tempo, per cui non deve richiedere interventi specifici particolari.&lt;br/&gt;4. Una volta montato il film è stato compresso con codec specifici per essere collocato in Internet e per essere distribuito sui cellulari degli allievi e sui computer della scuola. Abbiamo utilizzato i software iClass e Clip Story Board  (che ho esplicitamente realizzato), sia per tenere sotto controllo in modo trasparente le valutazioni, sia per realizzare alcuni percorsi didattici di costruzione narrativa. Per reperire alcune fonti (testi letterari e documenti storici), sono state anche effettuate alcune uscite presso la biblioteca civica e nazionale  di Torino. Abbiamo anche realizzato un primo passaggio nella costruzione di una lezione formata da piccoli interventi che, a partire da una parola, potessero sviluppare dei collegamenti fra poeti e loro testi.&lt;br/&gt;5. Alla fine anno gli allievi sono stati invitati a produrre dei &amp;quot;Trailer&amp;quot; su argomenti letterari o storici di loro scelta fra quelli affrontati nel corso dell’anno scolastico. Nel caso di argomenti letterari le indicazioni erano di attenersi strettamente a un testo (racconto, romanzo o poesia), o a più testi (citazioni correlate fra più opere); mentre in campo storico l’indicazione è stata di scegliere un argomento specifico rappresentandolo attraverso una correlazione ai testi narrativi studiati. Quindi, in entrambi i casi, il testo letterario è stato uno degli assi portanti nella struttura del trailer. Lo scopo era di costruire delle comunicazioni espressive sintetiche mutuate dai trailer cinematografici.&lt;br/&gt;6. Perciò abbiamo visionato dapprima centinaia di trailer. Per visionare i trailer ho reperito in Internet circa cinquecento trailer di film registrandoli su un hd esterno e quindi riversandoli su quattro computer della biblioteca, dove i ragazzi hanno potuto vederli.&lt;br/&gt;7. Nel corso di una specifica lezione ho mostrato loro alcune specificità dei trailer, specialmente dal punto di vista del montaggio: i passaggi, i testi, le voci fuori campo, gli effetti speciali. Nel corso di un’altra lezione ho smontato alcuni esempi di sequenze di film.&lt;br/&gt;8. Abbiamo operato una ricerca di immagini. In particolare: abbiamo imparato a effettuare una ricerca tematica di immagini in Internet; a salvare il fotogramma di un trailer o di un film come immagine. Ho anche preparato un archivio di circa 5000 immagini tratte da archivi famigliari americani del ‘900, in bianco e nero, formando uno specifico database nella biblioteca della scuola.&lt;br/&gt;9. Infine abbiamo svolto alcune lezioni di montaggio video vero e proprio con iMovie, sia nel laboratorio di grafica che in biblioteca.&lt;br/&gt;10. A questo punto i ragazzi hanno cominciato a realizzare i loro trailer specifici, dapprima nelle ultime settimane di scuola e poi, alla chiusura della scuola, in una serie di rientri mattutini e pomeridiani prima degli Esami di Stato. I trailer dovevano parlare di un testo o di un avvenimento storico montando insieme spezzoni tratti dai trailer cinematografici, immagini, testi, musiche, voci fuori campo, nella massima libertà da parte di ogni studente. Quindi il primo compito che ciascuno di loro ha affrontato è stato di scegliere il testo, i testi o l’avvenimento da cui partire. I film sono quindi stati realizzati esclusivamente in sede di montaggio utilizzando materiali provenienti da Internet. In alcuni casi i ragazzi hanno prodotto proprie riprese, disegni o immagini. Questa opportunità è stata concessa solo alla condizione che il film fosse realizzato in sede di montaggio e non di regia e quindi eventuali riprese sono state inserite come inserti, alla stessa stregua delle sequenze prelevate dai trailer cinematografici o da film. Per prelevare le sequenze più adatte i ragazzi hanno esaminato centinaia di trailer, avendo in un’apposita cartella personale quelli di interesse. Lo stesso hanno fatto per le immagini. Ogni studente ha liberamente scelto le proprie musiche per le colonne sonore. Io ho seguito il lavoro di ciascuno senza mai sovrapporre le mie idee a quelle degli studenti ma limitandomi esclusivamente a rispondere ai loro problemi tecnici e ad aiutarli a mettere in pratica ciò che desideravano fare.&lt;br/&gt;11. I film sono stati quindi inseriti su un DVD video una copia del quale è stata consegnata ad ogni allievo. Ciascun allievo ha cominciato il proprio Esame di Stato con la proiezione del proprio trailer a cui ha fatto seguito una discussione e quindi l’avvio stesso del colloqui. Su questo punto occorre qualche precisazione circa il rapporto fra trailer e tesina. Quando insegniamo ai nostri allievi a comporre un saggio breve o una tesina facciamo molta attenzione alle fonti e al loro utilizzo poiché nonostante il discorso sia personale (ogni studente lo affronta con un taglio, uno stile e seguendo diverse tesi e obiettivi), dal punto di vista didattico siamo attenti soprattutto alla logica dell’esposizione, alla sua coerenza e all’argomentazione. Stiamo però parlando di lavori espressi in forma testuale. Il video ha una natura diversa perché si basa su almeno due elementi speciali: le immagini, che hanno spesso una funzione di “prova di realtà” e la musica, che ha sovente un carattere evocativo. Il video non è un saggio e non può esserlo, anche perché non dispone delle possibilità offerte da un’argomentazione linguistica. Un prodotto delle immagini in movimento ha un aspetto formale e plastico che si fonda anche sulla suggestione e sulla forza di convinzione espressa dall’insieme degli strumenti che utilizza e dagli effetti che provoca sullo spettatore. Dobbiamo essere più flessibili sull’utilizzo e sull’organizzazione delle fonti e concentrare la nostra attenzione sul montaggio, che deve colpire emotivamente il pubblico per “portarlo dalla nostra parte”, per incidere sulle sue emozioni. Perciò il trailer non è assimilabile a una “tesina”.&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;12. I materiali prodotti dagli allievi per la realizzazione di lezioni e di trailer che comprendono: immagini, video, slide, relazioni, impaginati, sonno stati parzialmente rimontati sia sotto forma di sequenze filmiche che di risorse reperibili attraverso Internet. Attualmente le risorse web concepite come “sussidi” sono in via di ristrutturazione, ma nel corso di usti tre ani di esperienza hanno fornito una mole importante di documentazione e sostegno allo studio suddivisa in diverse categorie (Letteratura e Storia, per autore letterario e per periodo storico), fornendo circa 1 gb mi materiale on – line a disposizione degli studenti. Attualmente lo spazio web on è più disponibile degli insegnanti della scuola stanno riprogettando il sito dell’istituto dove questi materiali troveranno nuovamente una loro collocazione.&lt;br/&gt;13. Sulla base di queste esperienze ho prodotto una serie di risorse diffuse gratuitamente per divulgare questi nuovi metodi di insegnamento – apprendimento (un libro sulla produzione video in ambito didattico, alcuni tutorial sul montaggio video, un software per produzione di story board), ho tenuto nella mia scuola alcuni corsi di aggiornamento gratuiti sia per insegnanti interni che di altre scuole e diversi corsi e conferenze in varie città.&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;Metodi di insegnamento/apprendimento, risorse/strumenti e procedure (metodologie didattiche usate.      &lt;br/&gt;Ci siamo attenuti al principio della “scoperta” del sapere e della discussione comune in classe, della curiosità verso l'evento e il testo, della costruzione didattica della lezione insieme agli stessi ragazzi. Lo scopo fondamentale di questo metodo non consiste nell'ottenere la ripetizione a macchinetta di qualche nozione o di qualche malcompresa riga di testo, ma nello stimolare il piacere di conoscere e di leggere, il gusto per l'indagine critica, la disponibilità al dialogo e al confronto di idee sui contenuti, il ritrovamento di un senso personale a partire da precisi contenuti, facendo in modo che l'allievo fosse parte attiva del processo di insegnamento e l'insegnante assolvesse al ruolo di “regista della didattica” (che avesse cioè una funzione di guida e di indirizzo).&lt;br/&gt;Per questo hanno avuto un ruolo importante i mezzi informatici e audiovisuali in genere. Gli allievi sono stati chiamati a preparare le lezioni che hanno esposto direttamente alla classe, con lavagna luminosa e lucidi o con altri strumenti. Molte lezioni sono state riprese con gli strumenti video e messe a disposizione degli allievi.&lt;br/&gt;Per poter operare in questo modo abbiamo usato molto poco la classe, che non si presenta come spazio idoneo per un insegnamento destrutturato, abbiamo fatto ricorso alla biblioteca dell’istituto e ai laboratori disponibili, spostandoci secondo le occasioni che gli spazi liberi della scuola ci presentavano. Inoltre:&lt;br/&gt;- abbiamo realizzato in biblioteca una struttura tecnologica di semplice utilizzo e flessibile,  fruibile da più allievi e docenti anche di classi diversi in saletta di ripresa e area di montaggio composta da quattro eMac.&lt;br/&gt;- abbiamo fatto uso di software di montaggio (iMovie) e di software per il  post-produzione e la realizzazione di DVD (iDVD) e di distribuzione dei contenuti in video streaming (Web), e 3gp (cellulari).&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;Valutazione (fasi, criteri, strumenti.)      &lt;br/&gt;La valutazione dei lavori è stata espressa in tre momenti:&lt;br/&gt;1. le lezioni svolte dagli allievi in classe e videoriprese sono state valutate dal docente e dai compagni assegnando un regolare voto, al termine della lezione stessa, che a tutti gli effetti ha fatto parte della valutazione individuale di ciascun allievo. In particolare, nella seconda metà dell’anno queste lezioni hanno sostituito le interrogazioni, che non si sono perciò più svolte.&lt;br/&gt;2. I trailer prodotti sono stati valutati sul piano espressivo e compositivo attraverso una discussione, senza, però attribuire un voto specifico, essendo sostanzialmente dei prodotti creativi (artistici), sui quali il giudizio quantitativo è stato logicamente “sospeso” e rimandato alla commissione dell’Esame di Stato.&lt;br/&gt;3. I trailer sono dunaue stati valutati dalla commissione di maturità attraverso un’apposita griglia: tutti i trailer hanno ricevuto il massimo della valutazione in termini quantitativi, incidendo quindi sul risultato finale del colloquio (ciò è particolarmente significativo poiché contribuisce a spostare l’asse del colloquio dell’Esame di Stato da una verifica meramente nozionistica alla capacità dell’allievo di sostenere una discussione dal taglio critico che poggia certamente sui contenuti acquisiti, ma senza limitarsi ad essi).&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;Risultati e ricaduta sul resto della didattica       &lt;br/&gt;I lavori sono stati presentati ai consigli di classe e i trailer sono stati presentati nel corso dei colloqui di maturità, Il programma di italiano e di storia svolto nelle classi quinte è stato fra i più ampi e completi mai realizzati, poiché ha determinato fra gli allievi un interesse attivo per la materia sorretto da una notevole partecipazione. Il progetto è stato variamente presentato ai colleghi, anche di altre scuole, attraverso alcuni seminari gratuiti di formazione (sia didattici che tecnici),  che hanno determinato una prima diffusione (non organica), di questa esperienza nell'istituto, e per questo stiamo elaborando una strutturazione più ampia e trasversale  di questo metodo di lavoro affinché gli insegnanti e gli studenti di diverse classi possano usufruire in modo più completo di questa opportunità. In particolare stiamo valutando  il modo in cui i sistemi di Podcasting (diffusione di contenuti audio – video in emulazione radiofonica via web attraverso protocolli rss – xml), che hanno conosciuto un recente sviluppo proprio nel corso del 2005, possano integrarsi e riarticolare il progetto stesso.&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;Storia e collaboratori dell'esperienza&lt;br/&gt;Esperienza iniziata nel 2003 con l’articolazione occasionale di lezioni da parte degli allievi, proseguita attraverso la ripresa video e la diffusione via Internet. Attualmente l’esperienza è stata completata con l’articolazione di trailer e la diffusione anche via cellulari nel formati 3Gp&lt;br/&gt;Sono state prodotte diverse decine di lezioni e di trailer su autori di letteratura e su eventi storici: da Calvino a Tobino, da Hemingway a Steinbeck, dal romanzo russo a Kerouac... e su vari argomenti di storia del 1700, del 1800 e del ‘900.&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;Elenco dei conduttori: Alberto Pian, docente, resp. del progetto.&lt;br/&gt;Hanno dato un contributo alla realizzazione del progetto&lt;br/&gt;Francesco Judica (vicepreside), Dario Favini (gestione sito web della scuola), Andrea Piatti (tecnologia grafica), Duilio Camerlo (laboratorio), Maurizio Bellandi (laboratorio), Giuseppe Locorotondo (tecnologia grafica).&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;Oggetto didattico reperibile a questo indirizzo Internet:&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;Condizioni di trasferibilità dell’esperienza&lt;br/&gt;- occorre una struttura tecnologica di semplice utilizzo e flessibile,  fruibile da più allievi e docenti anche di classi diversi; è ideale lo spazio biblioteca che può essere appositamente organizzato per lo scopo in una piccola saletta di ripresa e un'area di montaggio che può essere collocata nell'area di consultazione dei libri. Sono sufficienti n. 4 computer dotati di programma di montaggio video, noi abbiamo utilizzato n.4 eMac con il software iMovie e iDVD di Apple, compreso nel pacchetto di acquisto, questi computer con iMovie sono i più indicati per svolgere questo tipo di lavoro, ora sarebbero sufficienti dei Mac mini, dal costo assai contenuto (circa 400 euro a postazione).&lt;br/&gt; - abbiamo fatto uso di software di montaggio (iMovie) e di software per la  post-produzione e la realizzazione di DVD (iDVD, applicazione compresa nel pacchetto fornito con il computer) e di distribuzione dei contenuti in video streaming (Web), e 3gp (cellulari). La conversione video per cellulari è avvenuta tramite QuickTime pro. E’ utile disporre di almeno una licenza di quicktime pro (sono pochi euro), per poter scaricare da internet i traile cinematografici con i quali lavorare e per convertire nei formati video meno per la distribuzione sui cellulari.&lt;br/&gt;- una videocamera digitale con cavalletto e microfono da giacca con cavo lungo 5m; per la videocamera vanno bene tutte le marche che hanno un collegamento di tipo firewire (o iLink come lo chiama la Sony), noi abbiamo usato una Canon MV 400 (videocamere digitali con nastro miniDV, intorno ai 300 – 500 euro vanno benissimo).</description>
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      <title>Storytelling, vincitore del premio centoscuole</title>
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      <pubDate>Fri, 23 Sep 2005 22:22:33 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.didanext.com/Didattica/Progetti_e_riconoscimenti/Voci/2005/9/23_Storytelling,_vincitore_del_premio_centoscuole_files/TestataEnd.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.didanext.com/Didattica/Progetti_e_riconoscimenti/Media/object011.png&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:216px; height:123px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Il progetto Storitelling ha vinto &lt;a href=&quot;http://www.fondazionescuola.it/attivita/concorsocentoscuole.asp&quot;&gt;il premio Cento scuole 2005&lt;/a&gt; bandito dalla Fondazione per la scuola S.Paolo. Il finanziamento di 15.000 euro che la scuola (IIS Bodoni - Paravia) ha ricevuto verrà impiegato nell’anno scolastico 2006/2007 per portare avanti il progetto. E’ stata acquistata una mobile classroom con i portatili Macintosh, ideali per l’elaborazione video prevista dal progetto e che possono ospitare in modo nativo anche i sistemi operativi Mac e Win.&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;BREVE PRESENTAZIONE DEL PROGETTO&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;E’ possibile utilizzare il video come uno strumento quotidiano nella didattica?&lt;br/&gt;E’ possibile aiutare studenti e insegnanti a scoprire il piano narrativo degli argomenti didattici e culturali?&lt;br/&gt;E’ possibile, a scuola, utilizzare la produzione filmica in chiave espressiva, per rielaborare criticamente le conoscenze?&lt;br/&gt;E’ possibile trasformare le lezioni e gli argomenti dei programmi di studio in alcuni momenti filmici creativi distribuiti via web, cd, cellulari, iPod?&lt;br/&gt;Noi pensiamo di sì, anche sulla scorta del pensiero di J. Bruner (vedi allegato). E lo pensiamo perché abbiamo cominciato a sperimentare l’utilizzo del film, dal lato della produzione, da qualche tempo. Vorremmo continuare impostando un progetto di più vasto respiro, articolato su tre piani: rappresentazione di argomenti attraverso lezioni svolte in classe dagli studenti, narrazione di storie e creazione di sussidi.&lt;br/&gt;Così è nato il progetto Storytelling, che ha l’obiettivo di integrare il linguaggio video fra le normali pratiche didattiche in classe, come uno strumento di vera e propria narrazione, a partire da contenuti didattici e culturali: preparazione, ripresa e montaggio di lezioni da esporre in classe da parte degli studenti; produzione di “trailer” e brevi corti espressivi su contenuti di materie umanistiche e scientifiche; creazione di documentari per la realizzazione di sussidi didattici; diffusione dei contenuti attraverso il Web (streming video), i DVD (biblioteca), i cellulari (3gp), le tecnologie di podcasting (radiofonia visuale avanzata).&lt;br/&gt; Tecnicamente il progetto prevede:&lt;br/&gt; - realizzazione di una struttura tecnologica di ripresa e di montaggio video affidabile e di semplice utilizzo, che sia flessibile, utilizzabile in classe e contemporaneamente fruibile da più allievi e docenti anche di classi diversi (Applee mobile classroom).&lt;br/&gt; - uso di software di montaggio (iMovie, FinalCut)&lt;br/&gt; - uso di software per il  post-produzione e la realizzazione di DVD e di distribuzione dei contenuti in video streaming (Web), e 3gp (cellulari) e iPod (Podcast).&lt;br/&gt; &lt;br/&gt; &lt;br/&gt;ALLEGATO&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;ALCUNE RADICI PEDAGOGICHE DEL NOSTRO PROGETTO&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;Jerome Bruner annette una grande importanza alla narrazione: “Sembra che esistano due modi principali in cui gli esseri umani organizzano e gestiscono la loro conoscenza del mondo, anzi strutturano la loro stessa esperienza immediata: uno pare essere più specializzato per trattare di “cose” fisiche, l’altro per trattare delle persone e delle loro condizioni. Queste due forme di pensiero sono convenzionalmente note come pensiero logico - scientifico e pensiero narrativo. La loro universalità suggerisce che affondino le radici nel genoma umano o che siano dei dati della natura e del linguaggio. (...) E’ consuetudine della maggior parte delle scuole trattare le arti narrative - la canzone, il dramma, il romanzo, il teatro e via dicendo - come qualcosa di più decorativo che necessario, qualcosa con cui rendere piacevole il tempo libero, a volte anche come qualcosa di moralmente esemplare. Ciò non toglie che noi costruiamo l’analisi delle nostre origini culturali e delle credenze che ci sono più care sotto forma di storia, e non è solo il contenuto di queste storie ad affascinarci, ma anche l’abilità con cui vengono narrate. Anche la nostra esperienza immediata, quello che è successo ieri o l’altro ieri la esprimiamo sotto forma di racconto. Cosa ancora più significativa rappresentiamo la nostra vita (a noi stessi e agli altri) sotto forma di narrazione. Non è sorprendente che gli psicanalisti oggi riconoscano che la personalità implica una narrazione, la nevrosi essendo un riflesso di una storia insufficiente, incompleta o inadeguata su se stessi. (...) Consideriamo per esempio la legge. Senza un’idea delle storie di vita problematiche, che vengono poi tradotte nella Common Law, diventa arida. Le stesse storie di problema e di difficoltà compaiono anche nella letteratura mitica e nei romanzi contemporanei, meglio contenute in quella forma che non in proposizioni ragionate e logicamente coerenti Appare evidente allora che la competenza nella costruzione e nella comprensione di racconti è essenziale per la costruzione della nostra vita e per crearci un posto nel mondo possibile che incontreremo. (...) Nessuno di noi sa tutto quello che si dovrebbe sapere su come si può intervenire per creare una sensibilità narrativa. Esistono due luoghi comuni che sembrano aver superato la prova del tempo. Il primo è che un bambino (o una bambina) deve conoscere, avere dimestichezza con i miti, le storie, le fiabe popolari, i racconti tradizionali della sua cultura (o delle sue culture). Sono quelli che strutturano e nutrono un’identità. Il secondo luogo comune è che l’invenzione narrativa stimola l’immaginazione.” (Jerome Bruner, La cultura dell’educazione, trad. Lucia Cornalba, Feltrinelli, Milano, 1997, pag. 52 – 54). Narrare non è soltanto un’operazione “cognitiva”, orientata alla padronanza dell’apprendimento, anzi: una delle sue funzioni primarie è che ci consente di essere al mondo attraverso una nostra identità. E’ un modo di essere della nostra cultura, nella quale la fabulazione ha un ruolo centrale nei rapporti fra soggetti e il loro ambiente, perciò non può essere trascurata, come spiega Bruner: “Se la narrazione deve diventare uno strumento della mente capace di creare significato, richiede del lavoro da parte nostra: leggerla. farla, analizzarla, capirne il mestiere, sentirne l’utilità, discuterla. Di tutto questo oggi abbiamo maggiore consapevolezza rispetto alla generazione precedente. (...) Un sistema educativo deve aiutare chi cresce in una cultura a trovare un’identità al suo interno. Se questa identità manca, l’individuo incespica nell’inseguimento di un significato. Solo la narrazione consente di costruirsi un’identità e di trovare un posto nella propria cultura. Le scuole devono coltivare la capacità narrativa, svilupparla, smettere di darla per scontata.” (Jerome Bruner. La cultura dell’educazione. Feltrinelli, Milano, 1997, pag. 55).</description>
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      <title>Progetto didanext, marchio di qualità europeo</title>
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      <pubDate>Thu, 21 Nov 2002 22:15:45 +0100</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.didanext.com/Didattica/Progetti_e_riconoscimenti/Voci/2002/11/21_Progetto_didanext,_marchio_di_qualit%C3%A0_europeo_files/qualitanetdays.png&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.didanext.com/Didattica/Progetti_e_riconoscimenti/Media/object012.png&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:216px; height:123px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Il progetto Didanext- ha ricevuto il marchio di qualità europeo 2002&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;Didanext&lt;br/&gt;Il nome Didanext è nato da una discussione con i miei allievi, significa “didattica avanti”. Ci faceva piacere e sentire orgogliosi essere fra coloro che hanno innovato il sistema didattico piegando, diciamo così, le tecnologie alle nostre esigenze e mettendo a punto un sistema tutto nostro di lavorare in classe (che si richiama, però, è bene precisarlo, all’importante patrimonio dell’attivismo pedagogico, Freinet, ecc.). Didanext raccoglieva in un grande filone tutte le diverse attività sviluppate in classe coordinandole in una prospettiva che si riassume in una collaborazione attiva fra insegnanti e allievi, utilizzando tutte le tecnologie disponibili per mantenere vitale e dinamica questa relazione.&lt;br/&gt;La prima formulazione del progetto era un po’ generica ma rispecchiava ciò che stavamo facendo, è utile riportarla:&lt;br/&gt;“Attraverso la costruzione di un sito Internet formato da documenti html, pdf, filmati QuickTime, forum, Weblog, immagini, animazioni, attraverso la posta elettronica e i Weblog i ragazzi e l’insegnante tengono il diario di bordo delle attività didattiche, preprano le lezioni da collocare sul sito, gestiscono le discussioni e gli interventi quando non sono in presenza a scuola, mantengono contatti, preparano la documentazione, le risorse e i supporti necessari per l’anno scolastico in corso.”&lt;br/&gt;Didanext è dunque il contenitore delle nostre esperienze didattiche e del nostro modo di stare a scuola. Con il tempo alcune parti di questo progetto si sono via via sviluppate in progetti che meritavano a loro volta una riflessione, una elaborazione e la definizione di una metodologia propria. Così in Didanext sono stati elaborati i progetti kit, trailer, storytelling, radiotony, ecc. e altri se ne aggiungeranno ancora. Ma l’insegna resta quella di “didattica avanti”. Come dice Checco “siamo una squadra fortissimi!”.</description>
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      <title>La lezione, persone, strumenti, vincitore premio netd@ys</title>
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      <pubDate>Thu, 17 Oct 2002 21:49:04 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.didanext.com/Didattica/Media/La_lezione_PersoneEstrumenti-2.mov&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.didanext.com/Didattica/Progetti_e_riconoscimenti/Media/La_lezione_PersoneEstrumenti-3.png&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:216px; height:162px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;Il video ha vinto il premio Netd@ys 2002. Documenta alcuni aspetti del mio metodo di insegnamento</description>
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      <itunes:author>Alberto Pian</itunes:author>
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      <itunes:subtitle> Il video ha vinto il premio Netd@ys 2002. Documenta alcuni aspetti del mio metodo di insegnamento</itunes:subtitle>
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