Grande Opportunità
 
C'è un mercato da 100 miliardi di dollari verso il quale Symantec non sa ancora se vuole lanciarsi. Però, a quanto pare, ci sta seriamente pensando.
 
E' il mercato dei servizi e consulenza per la gestione e la sicurezza dei dati in azienda, che comprende le soluzioni per la realizzazione di sistemi di archiviazione, organizzazione e protezione delle informazioni. E' un mercato in parte inedito, che nasce proprio dalla fusione di un anno fa tra Symantec e Veritas, il colosso del backup e dell'archiviazione dati. L'operazione è costata 13,5 miliardi di dollari ed ha provocato giudizi contrastanti, soprattutto perché ha colto di sorpresa entrambi i mercati: quello dello storage (l'archiviazione dati), che immaginava piuttosto un take-over da parte dell'avversario di sempre per Veritas, cioè Emc Corporation, e quello degli antivirus commerciali e della sicurezza, che pensava invece ad un consolidamento interno al settore tuttora molto frammentato, con centinaia di software house più o meno grandi specializzate per lo più in prodotti di nicchia.
 
Però, se si va a chiedere all'amministratore delegato della nuova Symantec, 6.500 dipendenti per un fatturato nell'anno fiscale 2006 (chiuso il 31 marzo) di 4,14 miliardi di dollari con utili netti per 156 milioni, se nel futuro dell'azienda ci sono i servizi di consulenza, la risposta di John Thompson è lapidaria: «Symantec è un'azienda di prodotti e questo è quello che facciamo: prodotti, non altro. I servizi di consulenza per le aziende sono circa il 4% del nostro business, stanno crescendo ma non sono il "cuore" delle nostre attività».
 
Eppure, le premesse per avvicinarsi al nuovo mercato della consulenza ci sarebbero tutte. Symantec vuole sfruttare le opportunità offerte dalla gestione del ciclo di vita delle informazioni (la loro archiviazione e la loro protezione, la protezione delle infrastrutture attraverso cui queste informazioni transitano) indirizzandosi anche verso il nuovo settore dell'interazione, cioè il momento critico del trasferimento delle informazioni tra aziende oppure verso i clienti.
 
L'opportunità non nasce solo dalla fusione con Veritas, ma anche dai nuovi obiettivi di mercato di Symantec. Da azienda "tutta consumer", con un mix 75-25 a favore del mercato degli antivirus venduti ai privati attraverso il canale di distribuzione (cioè, rivenditori autorizzati, grande distribuzione e specializzati), adesso la percentuale dà chiaramente il segno di invertirsi e nascono nuovi bisogni. Ad esempio, formare una forza vendita diretta. Perché non è possibile vendere piattaforme server per l'integrazione e la gestione dei dati, come la nuova "Storage foundation", attraverso gli ipermercati dell'elettronica fai-da-te. Semplicemente, non funziona così. «Infatti, la nostra priorità - spiega Thompson - è quella di arrivare al mercato delle grandi imprese, i primi diecimila dell'economia mondiale, con una forza vendita fortemente specializzata e competente, e convincere i grandi della bontà delle nostre soluzioni».
 
Proprio in questo termine, "soluzioni", c'è lo spiraglio della nuova opportunità di mercato per il sessantaduenne manager alla guida dall'aprile del 1999 dopo 28 anni passati con Ibm. Le offerte di sicurezza e gestione dei dati per le grandi aziende vogliono dire tecnologie e prodotti molto complessi e costosi. Quindi, investimenti strategici che cambiano la maniera in cui viene gestito il flusso delle informazioni all'interno di colossi dell'industria. In sostanza, la competenza - dal punto di vista dell'azienda - passa dal responsabile dell'IT, il "Chief Technology Officer" (Cto), a quello dei sistemi informativi, il "Chief Information Officer" o Cio, che siede stabilmente nel consiglio di amministrazione e riferisce direttamente all'Ad della società sugli investimenti strategici per rendere il business più proficuo. E la gestione più efficiente delle informazioni è sicuramente un modo per rendere il business più proficuo: è molto di più che non la difesa da worm e virus, ma riguarda la riorganizzazione di interi settori produttivi interni, la rimodulazione del lavoro negli uffici, la creazione di nuove economie di scala per l'impresa. Insomma, non è cosa da poco. Con un punto importante: questo tipo di cambiamenti non è un'attività alla quale le grandi aziende abbiano piacere a dedicarsi da sole. Preferiscono partner esterni, dotati di un'esperienza che sarebbe troppo costa da creare internamente.
 
Cosa di più naturale per Symantec, allora, di un'attività di consulenza che disegni soluzioni su misura per grandi aziende? "Non è questa la strada che vogliamo seguire», dice ancora una volta Thompson. Ma il dubbio rimane, anche perché adesso l'azienda deve dominare due fronti, quello rivolto al commercio al dettaglio di prodotti per utenti privati, e quello di soluzioni per aziende. Per di più, in un contesto fortemente competitivo: Microsoft, un esempio per tutti, da tempo sta incrementando le funzionalità per la protezione di Windows (che nella prossima versione chiamata Vista saranno praticamente un piccolo centro di controllo e prevenzione dalle intrusioni e infezioni provenienti dalla rete), mettendo a repentaglio il mercato degli anti-virus classici. Oppure, Symantec deve gestire le relazioni con i vecchi partner come Intel - che studia tecnologie da inserire nei processori per facilitare il lavoro dei prodotti di sicurezza - e con quelli nuovi come Sun Microsystems, orientata sempre più verso le piattaforme software e l'open source. A proposito di open source, qual è la strategia di Symantec in questo settore? Conviene un'apertura allo sviluppo collettivo almeno di una parte del portafoglio di software dell'azienda? «No. Noi facciamo prodotti, non beneficenza: il nostro lavoro è quello di generare valore attraverso le vendite», dice lapidario Thompson.
 
La risposta a cosa farà adesso Symantec viene da alcune analisi: l'azienda adesso vuole convincere il mercato che la fusione funziona e che i prodotti ci sono. Per metter mano ai servizi e avviare il business della consulenza, c'è sempre tempo. Forse: perché i 100 miliardi di mercato dell'ibrido sicurezza-archiviazione fanno gola a molti.
 
(© Nòva24 - Il Sole 24 Ore)
 
 
martedì 20 giugno 2006
40
paesi nei quali Symantec è presente
 
6500
dipendenti dopo la fusione con Veritas
 
4,14
miliardi di dollari fatturati nell'anno fiscale 2006 (chiuso il 31 marzo) con 156 milioni di utile netto