L’uomo che stampava i soldi per HP
 
Non sottovalutate mai Vyomesh Joshi. Nel 1981 quest'ingegnere nato in India 52 anni fa aveva in tasca solo una laurea e 200 dollari in contanti, prima di affrontare il colloquio di lavoro che avrebbe cambiato la sua vita. Oggi è uno dei vicepresidenti più importanti di Hewlett-Packard: infatti è la persona - dicono scherzando fino a un certo punto i suoi colleghi di Hp - che letteralmente "stampa i soldi che servono all'azienda". A capo della divisione print ed imaging, vale a dire il lucroso business delle stampanti, VJ (come lo chiamano tutti, a casa e in ufficio) porta in cassa un terzo del fatturato di Hp fin dai tempi della fusione con Compaq, quando la priorità dell'allora amministratore delegato Carly Fiorina era dimostrare che il matrimonio tra i due colossi dell'IT era stato un buon affare. Oggi, degli 86,7 miliardi di dollari di fatturato del 2005 (con margini operativo del 4,8% e utili netti per 2,39 miliardi), quasi 30 miliardi di dollari provengono dalla sua divisione.
 
Il suo mondo è diviso tra due tecnologie, getto d'inchiostro e laser, che rappresentano i due settori chiave per la stampa. Però, nella sua visione del futuro, c'è spazio per un modello di business sempre più orientato ai servizi e per un'idea di quale sarà il ruolo della carta nell'era di Internet che non è banale. Non sottovalutate mai VJ, perché è mite come la cultura hindu che ispira la sua vita, ma alla fine ha sempre ragione: nel 2001 sosteneva che la sua divisione sarebbe arrivata al traguardo dei 25 miliardi di dollari, oggi scommette che arriverà a 50 miliardi. E che le stampanti saranno nelle nostre vite ancora per moltissimo tempo.
 
«Abbiamo analizzato il mercato e continuiamo a farlo: oggi si stampa tanto, centinaia di miliardi di pagine l'anno, e in futuro si stamperà ancora di più. L'idea dell'ufficio o della casa senza carta è un'utopia, risale al 1984, da allora sono cambiate molte cose. Per esempio, è arrivata Internet, sono diventate economiche tecnologie per la stampa che prima erano molto costose e riservate a pochi, le interfacce sono cambiate in maniera radicale. Anzi, direi che sono proprio questi i tre punti chiave per capire che costa sta succedendo.
Prima di tutto la larga banda, che consente a chi produce i contenuti di distribuirli in maniera molto più semplice e capillare. Oggi ci sono miliardi di soggetti che possono inviare attraverso la posta elettronica, il web, centinaia e centinaia di pagine. Non sta più a loro stampare i contenuti per distribuirli, perché è talmente economico farlo dall'altro lato della filiera - questo è il secondo punto - che la moltiplicazione delle pagine stampate a casa e in ufficio, per divertimento o per lavoro cresce senza fermarsi.
 
Infine, la creazione dei documenti e la loro stampa è diventata sempre più facile per moltissime persone, perché le interfacce sono diventate sempre più semplici. Stampare una fotografia migliorandone l'aspetto con una serie di ritocchi è diventato facile, la stessa cosa per l'impaginazione di una brochure di marketing, per il testo di un blog.
 
Il fatto è che le persone creative, grazie a questi tre elementi, hanno la possibilità di esserlo sempre di più, e quindi c'è più consumo attivo di contenuti. Il nostro lavoro è rendere sempre più semplici queste possibilità, rendendo l'esperienza di stampa sempre più facile, con una qualità sempre maggiore e più professionale a costi sempre più contenuti.
 
Il mondo, infatti, si sta organizzando intorno alle informazioni, le persone per la prima volta nella storia possono partecipare in modo sempre più partecipativo, le informazioni vengono create, scambiate e consumate a velocità sempre maggiore. E' importante la gratificazione istantanea, la facilità con la quale si possono fare queste operazioni. Ed è fondamentale il ruolo della carta, semplice, utile, economica ed ergonomica.
 
Le informazioni che sono contenute nei fogli diventano sempre più significative, devono essere gestite. Le informazioni sono solo dei dati inseriti in un contesto, ma noi dobbiamo facilitare la loro evoluzione in conoscenza, cioè aggiungere la variabile della comprensione: produciamo tutto quello che serve a rendere semplice questa crescita, a dare ai nostri clienti il potere di fare di più. Da un lato, vuol dire pensare ai servizi e non solo alla vendita dei prodotti, per consentire a chi stampa di sfruttare al massimo le possibilità. Dall'altro, di avvicinarci al prossimo livello, che sarà ancora più rivoluzionario.
 
Perché la complessità delle informazioni, la loro ricchezza, si sposerà con tecnologie sempre più professionali ed economiche per tutti. La rete è uno straordinario strumento partecipatorio, che rende le persone per la prima volta padroni di flussi di informazioni enormi. Noi lavoriamo per risolvere qualsiasi problema di contenuto, rendere fluido lo scambio (ad esempio con il nostro Snapfish), rendere più efficiente ed efficace qualsiasi attività di stampa. Perché c'è una cosa che non dobbiamo dimenticare mai. Per miliardi di individui "vedere" vuol dire "stampare": i 50 milioni di stampanti che abbiamo venduto l'anno scorso sono solo una goccia nel mare delle possibilità che abbiamo davanti. La rivoluzione digitale e le reti sono i nostri miglior alleati».
 
(© Nòva24 - Il Sole 24 Ore)
giovedì 29 giugno 2006
Vyomesh Joshi a colloquio con Antonio Dini