Silvano Sbarbati, direttore illuminato
 
L’AMSD ospite del direttore del Teatro delle Muse, Silvano Sbarbati. Un giorno da ricordare, sia per il presidente della nostra associazione Antonio Cioffi, che per la sottoscritta voce narrante.
L’atmosfera, da subito cordiale, ci ha aiutato a presentarci personalmente come AMSD ed allo stesso tempo a conoscere meglio il Direttore, il quale abbiamo scoperto essere in sintonia con la filosofia dell’associazione che aspira, attraverso un percorso che oltrepassa la prassi comune, fatta di rappresentazione da un lato e di fruizione dall’altro, a creare un sistema capace di interessare scuole, teatri e territorio, attraverso un coinvolgimento nei tempi, nei soggetti ed anche nelle finalità.
Il Direttore, infatti, ci ha rivelato in anteprima un progetto tanto semplice quanto geniale che riguarda un poco anche noi: egli intende proporre il Teatro delle Muse a tutte le scuole della città di Ancona quale spazio prestigioso e qualificato per i saggi di fine anno, a patto, però, che le scuole accettino di far parte di un unico cartellone organizzato dalle Muse e sviluppato in un periodo di tempo determinato. Di fatto, si realizza la formula del festival: esperienze diverse che condividono uno spazio, un cartellone ed un tempo comune.
Oltre all’immediato vantaggio per le scuole di usufruire di uno spazio importante e non sempre accessibile facilmente, il progetto permette di uscire dalla visione del saggio come di un’esperienza privata tra scuola e famiglie degli allievi e di entrare nell’ottica di una comunità che si espone e si confronta, avvicinandosi alla città intera, sia per il luogo della rappresentazione che per la progettualità unitaria.
Le scuole possono confrontarsi con una visione ancora più professionale del saggio che viene inserito in un contesto più ampio e più stimolante, diventando così un mezzo per uscire dai recinti in cui a volte le stesse si chiudono.
Inoltre, il numeroso pubblico delle scuole entra nel teatro, si fa conoscere ed a sua volta conosce gli spazi ed i modi del teatro. Un ulteriore obiettivo per Sbarbati sarebbe quello di progettare in comune anche il cartellone. In questo caso, le scuole, per loro natura radicate nel tessuto sociale sia verticalmente e sia orizzontalmente (attraverso allievi e famiglie comprendono tutte le fasce di età ed abbracciano tutte le classi sociali), collaborerebbero in un unico progetto di produzione ed espressione culturale. Invertendo la prassi per cui a teatro si va a vedere uno spettacolo rappresentato da soggetti provenienti da fuori la comunità, in un processo in cui la comunità elabora, espone e si confronta tramite una rappresentazione di cui è contemporaneamente attrice e spettatrice. In questo modo si realizza la vera circolazione della cultura che può fregiarsi di tale nome solo quando circola, si muove e si trasmette tra le persone di un gruppo, poiché tutta una città si riappropria del suo teatro che diventa aperto: aperto per essere visitato, aperto per essere usato, aperto per essere criticato, ma comunque aperto per essere vissuto.
Come si sarà capito il progetto ci piace molto e ci auguriamo  che le scuole rispondano adeguatamente alla opportunità che viene loro offerta. Vorremmo anche augurarci che fosse un modello per le altre città delle Marche.
 
Pamela Ventura, collaboratrice della rivista Danza è Cultura
 
Argomenti correlati:
 
 
 
 
 
 
 
 
Teatro delle Muse di Ancona
sabato 29 dicembre 2007